Politica

Lupi snobba il no della Cgil su Alitalia

Il ministro dei Trasporti: avanti anche senza la firma della Camusso Oggi l’incontro con le banche. Zingaretti: pronti a ricollocare gli esuberi

Il governo considera chiusa la trattativa sugli esuberi di Alitalia. Anche se la Cgil si è presa tre giorni di tempo per dare il consenso, sarà difficile modificare sostanzialmente l’accordo quadro dopo la firma di Cisl, Uil e Ugl. Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi è stato lapidario: «L'accordo è stato firmato da sindacati che rappresentano più del 70% dei lavoratori di Alitalia. Ci auguriamo che anche la Cgil firmi, ma l'intesa è valida anche senza». Poche parole per far capire che ora, superato lo scoglio dell’organico, il governo vuole arrivare a definire l’alleanza con Etihad nel più breve tempo possibile. Lupi ha riconosciuto l’entità dei sacrifici richiesti ma non c’era via d’uscita se «si vuole far ripartire un grande progetto industriale che porta un investimento di 1,2 miliardi di euro». Anche l’amministratore delegato di Alitalia, Del Torchio, si augura che la Cgil alla fine firmi ma come Lupi ora la sua attenzione è rivolta agli altri passaggi per arrivare al traguardo dell’accordo con Etihad. Oggi è previsto l’ennesimo, complicato incontro con le banche creditrici, da Unicredit a Intesa, da Mps alla Popolare di Sondrio che molto probabilmente finiranno per accettare di diventare azioniste della Nuova Alitalia rinunciando a parte dei loro crediti e tagliando anche una parte del debito della Vecchia Alitalia. Poi domani l’ad di Etihad, James Hogan, atterrerà a Roma e il cerchio dovrebbe chiudersi velocemente. Oltre frontiera Air Frabnce segue con attenzione gli sviluppi della vicenda evitando però di fare commenti. le ultime dichiarazioni risalgono a giugno scorso quando il presidente e direttore generale della compagnia francese, Alexandre de Juniac, aveva affermato che la quota del 7% in Alitalia «sarà probabilmente diluita» in occasione dell'aumento di capitale che permetterà ad Etihad di acquistare una partecipazione del 49% in Alitalia. Ma aveva lasciato intendere che il gruppo potrebbe anche scegliere «di risalire». Dopo la firma dell’accordo sugli esuberi, i sindacati mantengono alta la guardia. «Ora tocca al Governo far rispettare l'accordo sulla ricollocazione puntuale di tutti i lavoratori che andranno in mobilità» commenta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, assicurando che «vigilerà» sul rispetto coerente di tutti i punti dell'intesa. Ieri è arrivata la firma anche delle associazioni di categoria che rappresentano il personale navigante, Anpac, Anpav e Avia. Come i sindacati confederali, hanno ribadito che ora spetta al governo mettere in atto tutti gli strumenti per garantire il ricollocamento del personale in mobilità. Il presidente dell'Anpac Giovanni Galiotto, ha poi ricordato che oggi al ministero dei Trasporti è prevista la ripresa del confronto con Alitalia e Assaereo sul contratto collettivo nazionale del trasporto aereo, sezione vettori. Intanto il presidente dell'Enac, Vito Riggio lancia la proposta di «obbligare tutte le compagnie che operano in Italia, comprese Ryanair e EasyJet a pescare nella lista degi esuberi e lo stesso vale per gli aeroporti». L’Enac ha un doppio gravoso impegno nella vicenda Alitalia: la responsabilità di coordinare e smistare gli esuberi della compagnia che grazie ad Enac e Regione Lazio, saranno coinvolti nell'operazione di ricollocamento voluta dal governo e aprire e completare un dossier molto atteso dalla Commissione Ue quello sulla effettiva proprietà di Alitalia. E sul ricollocamento degli esuberi è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Si passa da forme di assistenza ai lavoratori in esubero ad un impegno immediato se necessario, anche attraverso strumenti di formazione che permettano di riaccompagnarli dentro un altro posto di lavoro». Zingaretti spiega che ci saranno dei vaucher che saranno pagati ai tutor che prenderanno in carico il lavoratore e solamente quando il lavoratore sarà approdato in un altro posto di lavoro. «È una formula nuova ed è anche una sperimentazione importante».

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