Genova, 20 maggio - Milena Sutter è stata trovata stasera morta. Le sue povere spoglie sono state restituite dal mare, che ha consentito così di svelare almeno in parte l’orribile mistero che gravava sulla sorte della bambina tredicenne, scomparsa esattamente quattordici giorni orsono. L’hanno trovata due giovani pescatori, che alle 17 si recavano al largo col loro gozzo color rosso per una battuta di pesca. Il corpo galleggiava a circa trecento metri dalla spiaggia di Priaruggia, nella zona di levante della città. Attorno alla vita aveva una pesante cintura da sommozzatore, con cinque chili di piombo. L’assassino - perché ormai di assassino o di bruto si deve purtroppo parlare - sperava evidentemente che quei cinque chili di piombo avrebbero contribuito a mantenere segreto nel fondo del mare il suo efferato delitto. Ma il mare, che tanto spesso racchiude per sempre i segreti, in molti casi li rivela. Così è stato per Milena Sutter. Subito dopo il ritrovamento, è stato tratto in arresto nella sua abitazione Lorenzo Bozano, il biondino venticinquenne dalla «spider» rossa, già indiziato per il rapimento. La cattura è avvenuta alle 22. Poco prima il sostituto procuratore della Repubblica; dr. Marzrulli, avuta la certezza che il corpo ripescato nelle acque di Piaruggia apparteneva alla ragazza scomparsa, aveva spiccato ordine di cattura nei confronti di Bozano per sequestro di persona e omicidio. Perché il provvedimento non era stato deciso prima e Lorenzo Bozano era stato libero, sia pure restando «indiziato di reato»? La risposta è stata fornita dallo stesso magistrato: «Non volevamo che Milena Sutter facesse la fine di Maria Teresa Novaro, la bambina di Asti che morì di fame in una lurida cantina perché il suo raipitore era finito in carcere per altri motivi». Il Bozano, interrogato per tutta la nottata si è mantenuto sempre sulla negativa. La tragica notizia del ritrovamento della ragazza è stata data verso le 21 al padre, l’industriale Arturo Sutter, che giovedì 6 maggio, il giorno in cui Milena era scomparsa appena uscita dalla scuola svizzera di via Peschiera, dove frequentava la terza media, aveva sempre nutrito la speranza di poter riabbracciare la figliuola, alta, slanciata, piena di vita. È stata questa speranza che l’ha sorretto in questi giorni, durante i quali ha dovuto anche affrontare la prova degli ignobili «sciacalli» che con una incredibile serie di telefonate, continuate fino a questa sera, hanno cercato di spillargli milioni come riscatto promettendogli la liberazione della figlia. CENTINAIA DI CURIOSI RADUNATI SULLA SPIAGGIA Quando oggi il povero corpo della Sutter è stato recuperato, verso le 19, nessuno pensava si trattasse della ragazza; anzi le prime segnalazioni parlavano del corpo di un uomo, di un sub annegato chissà quando e chissà dove. L’allarme - come abbiamo detto - è stato dato verso le 17,30 da due giovani pescatori genovesi, Carlo Schenone, abitante in via Vernazza, e Giampaolo Olia, abitante in corso Europa. Appassionati di pesca, i due si erano imbarcati, verso le 17, sul loro gozzo di cinque metri. Hanno lasciato la spiaggia di Sturla ed hanno puntato la prua verso il largo, dirigendosi a levante. Il mare era increspato da una leggera brezza. A circa trecento metri dall’insenatura di Priaruggia i pescatori hanno visto «qualcosa» che galleggiava. Si sono avvicinati, più per curiosità che per altro, e grande è stato il loro sbigottimento allorché hanno notato che il «qualcosa» era un corpo umano, dal volto ormai irriconoscibile. Attorno alla vita il cadavere mostrava una cintura da sub zavorrata. Per questo i due pescatori, allorché, raggiunta Priaruggia, hanno telefonato per dare l’allarme, hanno detto che probabilmente si trattava di un giovane subacqueo morto per un incidente. Sul posto si è recata subito una pattuglia di vigili del fuoco con i brigadieri sommozzatori Ferrazzini e Alfano. I vigili del fuoco sono saliti sul gozzo dei due pescatori ed hanno preso a rimorchio la salma, agganciandola con un uncino. Intanto lungo l’Aurelia e sulla spiaggia di Priaruggia si radunavano centinata di curiosi. Verso le 19 la salma, trainata lentamente a riva, è stata portata sulla spiaggia, dove era in attesa una pattuglia del pronto intervento della questura. Solo quando i miseri resti sono stati portati a terra ci si è resi conto che non si trattava di un sub - tra l’altro ad una decina di metri dalla riva la cintura zavorrata si è staccata ed è affondata - ma di una donna. Impossibile però dare un’età a quei miseri resti, già in parte scarnificati, specialmente il volto(...). Dopo le formalità di legge, la salma è stata pietosamente composta in una bara e trasferita dai necrofori all’obitorio comunale. La notizia del ritrovamento di un cadavere femminile metteva immediatamente in allarme gli inquirenti, i quali, seppure non ammettendolo apertamente avevano però già manifestato timori sulla fine della ragazza scomparsa. Il rinvenimento di una catenina d’oro con appeso un piccolo cuore sul quale era inciso il nome di Milena ha costituito la chiave di volta della soluzione del mistero del cadavere ripescato a Priaruggia: Per gli inquirenti non c’erano ormai più dubbi(...). Bozano si è proclamato innocente: nei giorni scorsi, dopo essere stato rilasciato, aveva preso l’abitudine di frequentare le redazioni dei giornali, dove rispondeva con spavalderia a tutte le domande che gli facevano i giornalisti. «Con questa storia del rapimento, io non dentro - ha sempre ripetuto - Sono tranquillo della mia innocenza e tutto, prima o poi, si chiarirà». Altrettanto spavaldo e sprezzante, inoltre, si mostrava nei confronti delle persone che lo riconoscevano nei locali pubblici che ha continuato a frequentare con assiduità anche dopo il rilascio, come non tralasciava occasione per esprimere pesanti e minacciosi giudizi nei riguardi dei giornali e dei giornalisti che in questi ultimi tempi si erano dovuti occupare di lui. Infine si è appreso stasera che nel «pied-a-terre» di Bozano, a Boccadasse (un vecchio borgo di pescatori in riva al mare, a poche decine di metri dall’aiuola dove è stata lasciata la borsa di Milena e a mezzo chilometro dalla villa della ragazza) è stato trovato materiale subacqueo. Gli investigatori dovranno accertare se anche la cintura che è servita all’uccisore di Milena Sutter per far finire nel fondo del mare il suo corpo apparteneva al giovane accusato del rapimento e dell’omicidio. Si è appreso anche che la parte inferiore del corpo di Milena al momento del ritrovamento era priva di indumenti, a parte il «collant» arrotolato attorno alle caviglie. A questo particolare gli inquirenti sembrano attribuire una certa importanza non escludendo l’ipotesi che la sventurata ragazza possa esser stata violentata prima di essere uccisa.
Ritrovato il corpo di Milena Preso il «biondo della spider»
Il cadavere della piccola Sutter è stato rinvenuto da due pescatori in mare vicino Priaruggia
