Un libro per mettere nero su bianco le idee per rilanciare Forza Italia e il centrodestra. Un recupero di dottrina che riporta il tempo della politica al 1994, alla discesa in campo di Silvio Berlusconi e alle linee programmatiche che fecero la fortuna di un movimento nato dal nulla e che segnarono una stagione lunga vent’anni. Daniele Capezzone, deputato di FI, presenta nella sala stampa della Camera dei Deputato il volume Per la rivincita - Software liberale per tornare in partita , edito dal Gruppo Datamedia. Accanto a lui il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. L’analisi di Capezzone tiene anche in considerazione il coinvolgimento della base nella selezione della classe dirigente, tocca il delicato tema delle primarie («ma sono solo 20 righe su 200 pagine», precisa l’autore) e prende le mosse dall’ultimo esito elettorale. «Nel 2008 - spiega Capezzone - il Pdl prese 13,5 milioni di voti, nel 2013 7,5, quest’anno 4,5. Mancano all’appello tutti gli elettori della parte più dinamica del Paese, tra cui le partite Iva, che vanno riconquistati con proposte economiche e fiscali convincenti». Di qui la stesura del volume, che vuole essere «un libro di idee liberali per FI e per il centrodestra - spiega ancora l’autore - Per ripartire il centrodestra ha bisogno di ripartire dai programmi, dal proprio software. Serve un’alleanza vasta, ma senza contrapposizioni, né chiudendosi nelle stanze con i capipartito, come faceva il vecchio centrosinistra». L’esperienza del vecchio Ulivo, per Capezzone, dimostra «che la sommatoria dei partiti non funziona. Lo ha dimostrato Berlusconi e lo dimostra oggi Renzi. Per sconfiggerlo dobbiamo aprire lo schieramento alla gente». Il «contributo» del deputato azzurro a quella che una volta si sarebbe definita una conferenza programmatica» nasce proprio da questa esigenza. L’obiettivo è «dare un contributo alla discussione. Per molto tempo ho tenuto un profilo mediatico molto basso. Da due anni sto dando una mano al presidente Berlusconi con contributi di idee ma sono anche amico di Raffaele Fitto e condivido la necessità di coinvolgere i cittadini nella fase decisoria del partito e nella selezione della classe dirigente. Parlare di primarie o congressi è solo una tecnicalità - prosegue Capezzone - L’esigenza di aprire il più possibile il partito però c’è. Serve una grande discussione di idee che Berlusconi come sempre saprà cogliere». A proposito di primarie, Saverio Romano, parlamentare azzurro presente in sala, osserva come «la leadership di Berlusconi sia indiscussa, ma il centrodestra ha bisogno di presentarsi con un movimento di persone e di idee che si approccino ai cittadini in modo diverso. Berlusconi potrà guidarlo, ma potrà presentarsi alle elezioni?». C’è poi la selezione dei candidati locali. Problematiche tenute in considerazione da Sallusti che, però, sulle primarie osserva: «Rappresentano un atto di ostilità all’attuale leadership. Non una ostilità alla Alfano, non un tradimento, ma la volontà di presentarsi con programmi, ricette e alleanze diverse ma con una forte lealtà di partito. Questo ha fatto Renzi: con le primarie si è posto in ostilità alla vecchia classe dirigente, ha proposto le proprie idee e ha vinto». Sallusti definisce le ricette di Capezzone «l’uovo di Colombo: sono quelle dalle quali è nata FI e rimettono in fila quell’elettorato ha scelto FI vent’anni fa. L’obiettivo è un grande partito liberale e federatore di altre realtà magari meno liberali. Ma le ricette sono sempre le stesse: meno Stato, meno tasse, più libertà». «Dopo il terremoto delle europee, lo sfascista Grillo si è autosfasciato, e c’è un uomo solo al comando: Renzi - è la sintesi di Capezzone - Ma attenzione: Renzi, pur trionfando, ha raccolto un milione di voti in meno rispetto al Veltroni del 2008. Insomma, ha quasi fatto il (suo) pieno. Siamo noi che abbiamo fatto il (nostro) vuoto. E infatti oltre 6 milioni di italiani in più rispetto al 2013 (quelli che potrebbero decidere le future elezioni politiche) sono rimasti a casa. Ora, siamo tutti più che mai sotto esame: la referendarizzazione del voto può spostare ogni volta masse enormi di consensi, e premiare o punire chiunque». Cosa farà il centrodestra? Capezzone propone: una manovra choc da 40 miliardi di tasse in meno, nuovo rapporto con l’Europa, nuovo programma liberale. La sfida «per un partito e una coalizione della libertà, del ceto medio, della proprietà, del risparmio, delle piccole e medie imprese, della riduzione di tasse e spesa pubblica, della scelta individuale e privata» è appena cominciata.
Idee e partito aperto FI prepara la rivincita
Capezzone: torniamo a parlare alla gente
