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In cella l’imprenditore indicato da Schiavone

Una delle 14 persone arrestate ieri nell’operazione antimafia contro il traffico illecito di rifiuti condotta dalla Dia di Bari, dai carabinieri del Noe del capoluogo pugliese e del Comando...

Una delle 14 persone arrestate ieri nell’operazione antimafia contro il traffico illecito di rifiuti condotta dalla Dia di Bari, dai carabinieri del Noe del capoluogo pugliese e del Comando provinciale di Foggia, risulterebbe presente nella lista consegnata il 7 ottobre 1997 dal collaboratore di giustizia Carmine Schiavone alla Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, come titolare di una impresa coinvolta nelle dinamiche della cosiddetta «ecomafia campana». Oltre ai provvedimenti cautelari personali è stato eseguito il sequestro di aziende, stabilimenti, automezzi pesanti, discariche abusive per un valore totale di euro 25 milioni di euro, sia in relazione al reato ambientale che agli illeciti amministrativi conseguenti previsti per gli enti. L'indagine, iniziata nel marzo 2013, si è servita di sofisticati programmi informatici di monitoraggio ambientale del territorio, di intercettazioni telefoniche, rilevazioni satellitari, servizi di osservazione (con videoriprese effettuate a distanza mediante telecamere a infrarossi), acquisizioni documentali e consulenze ambientali. Il blitz coordinato dalla Procura antimafia di Bari ha interessato le province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Avellino, Caserta, Salerno, Benevento, Potenza e Campobasso. Gli investigatori hanno accertato, ad esempio, il «tombamento» di rifiuti speciali non trattati (frazione umida), derivanti da un apparente impianto di compostaggio, in un enorme cratere presente su un terreno agricolo a Ordona in provincia di Foggia e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali derivanti da trattamento meccanico, (frazione secca), provenienti da un impianto di stoccaggio a Foggia. I rifiuti speciali, smaltiti illecitamente, tutti provenienti da impianti di raccolta e stoccaggio della Campania, precisamente nelle province di Salerno, Caserta e Avellino, ammonterebbero a un quantitativo non inferiore a 12.000 tonnellate. Quanto alle modalità di gestione del traffico illecito, i rifiuti speciali, prodotti in diversi comuni delle province di Salerno e Caserta, dopo essere stati trasportati nei siti di stoccaggio della «Sele Ambiente» di Battipaglia (Salerno) e della Ilside di Bellona (Caserta) venivano gestiti secondo uno schema preciso.

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