Politica

Il blitz dei picchiatori rossi. Devastata la sede del Pd

Assalto punitivo contro il capogruppo D’Ausilio Solo così la sinistra scopre i violenti della casa L'INTERVISTA Giovanna: «Mi davano la caccia con un estintore» LEGGI ANCHE Sabato da incubo

Anche la sinistra "scopre" i violenti della lotta per la casa, che ieri pomeriggio hanno reagito alle dichiarazioni pro-sgombero assaltando la sede del Pd di via delle Vergini e i suoi dipendenti, compresa una dializzata contro cui hanno aperto l’estintore. «Un’azione squadrista pianificata», ha giudicato il capogruppo del partito in Campidoglio, Francesco D’Ausilio, mentre l’allerta sale in vista della manifestazione nazionale di sabato quando studenti, centri sociali, blocchi di movimenti per l’abitare ed anarchici di varie estrazioni scenderanno in piazza «contro austerità e precarietà». Gli stessi slogan di ieri e dell’altro ieri, non è quindi un caso che tra gli oltre cinquanta antagonisti fermati in via delle Vergini in diversi avessero già partecipato all’ondata di occupazioni che, lunedì pomeriggio, si è conclusa con cinque sgomberi. La presa di posizione di D’Ausilio in quell’occasione, «la gravissima situazione economica e sociale non giustifica comportamenti contro la legge come quello di oggi che gli organizzatori definiscono uno "tsunami tour"», non è piaciuta ai manifestanti, che appunto ieri lo sono andati a cercare. Il blitz è scattato intorno alle 13, in via delle Vergini, sede istituzionale dei vari gruppi capitolini. C’è chi dice cento persone, chi una sessantina, hanno accerchiato il palazzo e si sono fiondati dentro iniziando a far danni già all’ingresso. «12.A. contro austerity», «Pd merda sgomberatevi il cervello», si sono sfogati con lo spray nero contro le porte cancellando anche le indicazioni della sede Pd, poi sono saliti, primo secondo terzo piano, dove hanno forzato la porta servendosi dei piedistalli in ferro utilizzati come ferma-ascensori: «Dov’è D’Ausilio? Quello delle infami dichiarazioni di ieri, D’Ausilio vieni fuori». Tutt’attorno, panico generale, anche tra i dipendenti – circa una ventina – che non avendo avuto il tempo di chiudersi in ufficio se li sono ritrovati faccia a faccia: «Non è stata un’occupazione ma una spedizione punitiva – racconta ancora scosso Massimo Di Comite, un dipendente comunale – sono entrati di corsa, gridavano "infami, non vi vergognate a lavorà per loro?", più di 20 minuti di panico». E’ andata peggio all’autista Alessandro Fameli, gli hanno scaricato addosso il gas di un estintore mentre tentava di proteggere la collega: «Gridavano "merde", "stronzi", lei era spaventatissima, come anche io, ho cercato di farle da scudo e mi hanno imbiancato anche a me, alcuni erano a torso nudo e sul volto avevano bandane o magliette». Le forze dell’ordine sono arrivate mentre gli attivisti tiravano pugni alla porta di D’Ausilio, dentro per una riunione, e così sono scattate le prime identificazioni, tra le accuse violenza privata, danneggiamento e minaccia. Come confermano dalla Questura la soglia di attenzione resta alta in vista della manifestazione di sabato anche perché loro, i violenti, insistono: «Volevamo organizzare una conferenza stampa – hanno tentato di giustificare il blitz di ieri - L’atteggiamento del gruppo Pd che ha deciso di barricarsi nelle proprie stanze non ha sicuramente favorito la già difficile interlocuzione». Sul fronte politico, sembrano lontani i tempi in cui il sindaco esprimeva «preoccupazione» per lo sgombero dell’Angelo Mai: «Non è accettabile nella vita democratica del Paese entrare in un edificio, aggredire una persona con una malattia cronica, usarle contro un estintore - ha detto ieri Marino in visita alla sede del Pd annunciando una telefonata al presidente del Consiglio Renzi - con questo tipo di persone l’unico dialogo che posso avere è attraverso il prefetto, perché li arresti», mentre sulla manifestazione di sabato «lavoreremo con tutte le forze dell’ordine, chiamerò il ministro dell’Interno e il prefetto». Solidarietà ai lavoratori arriva anche da Sel, che comunque prefigura una sorta di divisione tra «buoni e cattivi» all’interno dei movimenti stessi: «Persone che si sono qualificate come "Neet precari incazzati" hanno devastato la sede del gruppo Sel e Pd – ha concluso il capogruppo Sel in Campidoglio Peciola - è evidente che persone fuori controllo hanno voluto determinare questa scelta folle e nemica dei M geovimenti».

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