Politica

I mini-partiti alzano il prezzo: «A noi più incarichi e poltrone»

Il risiko dei viceministri e sottosegretari

Stretta finale sulla nomina di viceministri e sottosegretari. Il premier Matteo Renzi - oggi a Treviso - - vuole completare in fretta la squadra dell’esecutivo, nominando il sottogoverno già oggi o al massimo giovedì mattina, ma non è esclusa un’accelerazione per stasera. Per questo ieri, mentre in Aula si svolgeva il voto di fiducia, in Transatlantico i fedelissimi Luca Lotti e Lorenzo Guerini portavano avanti le trattative. Renzi, come fatto per i ministri - 16 rispetto ai 21 del precedente governo - vorrebbe mantenersi su una compagine più ridotta rispetto a quella di Letta. Si parla di 40, 46 posti al massimo, in modo da tenersi sotto quota 60 ministri compresi. Ma le desiderata sarebbero almeno 70. La riduzione dei dicasteri potrebbe costringere comunque il premier ad allargare la squadra del sottogoverno per coprire tutte le deleghe. I posti saranno equamente distribuiti tra uomini e donne, con un riequilibrio territoriale tra Nord e Sud, sottorappresentato nell’esecutivo. I ministeri di peso dovrebbero avere tre tra sottosegretari e viceministri, quelli più piccoli due. Al Pd dovrebbero andare al massimo 25 tra sottosegretari e viceministri, di 10 per le minoranze. Tre sottosegretari dovrebbero averli Popolari per l’Italia e di certo almeno due viceministri Ncd e un viceministro a Scelta civica, oltre ovviamente a diversi sottosegretari. Sono dati per certi Bruno Tabacci (Centro Democratico) e Riccardo Nencini (Psi), viceministro a Cultura o Esteri. La trattativa in ogni caso è frenetica. Graziano Delrio punta a chiudere stasera, ma in maggioranza danno per scontato che il consiglio dei ministri per le nomine slitterà. La partita più complicata riguarda quella con il gruppo Per l’Italia. Lunga riunione nella sala del governo tra Delrio, Gianluca Galletti, Lorenzo Cesa, Rocco Buttiglione e Mario Mauro. La «grana» dei Popolari-Udc è la più spinosa, perché i loro 12 voti al Senato sono decisivi per la vita del governo. I Popolari avanzano i nomi di Tito Di Maggio , Aldo Di Biagio , Mario Giro e Giuseppe De Mita . In corsa Andrea Olivero . Ma l’ex ministro Mario Mauro chiede una postazione di peso: viceministro degli Esteri, sottosegretario a Palazzo Chigi, una delega europea o coesione territoriale. Possibilità che sembrano essere sfumate. Di qui i malumori dei Popolari per un’offerta - complessivamente tre sottosegretari per loro e l’Udc - ritenuta insufficiente. Per quanto riguarda Scelta Civica la quadra sarebbe già stata trovata: Benedetto Della Vedova al Lavoro, Enrico Zanetti al Mef, più la conferma di Carlo Calenda allo Sviluppo economico e di Ilaria Borletti Buitoni alla Cultura. Ipotesi Stefano Parisi alle Comunicazioni. Nel Pd, scontato l’approdo di Luca Lotti a sottosegretario a Palazzo Chigi, con la delega ai servizi confermata al veltroniano Marco Minniti . A palazzo Chigi, con la delega agli Affari europei, è ballottaggio tra Enzo Moavero Milanesi e il prodiano Sandro Gozi , favorito. Sicuro il renziano Erasmo D’Angelis (Infastrutture o Ambiente). Sempre in quota Renzi, David Ermini potrebbe andare alla Giustizia, Angelo Rughetti all’Interno dove sarebbero in calo le quotazioni del franceschiniano Emanuele Fiano e si parla della conferma di Gianpiero Bocci . Dovrebbe rientrare anche Domenico Manzione , uscente all’Interno, ma non ancora stabilita la sua collocazione. Destino incerto per Simonetta Giordani , uscente alla Cultura. Per l’Istruzione Simona Malpezzi . Si parla anche di Ivan Scalfarotto . In calo le quotazioni di Simona Bonafè e Tobia Zevi . Potrebbe farcela Simonetta Rubinato . Per Areadem, Antonello Giacomelli potrebbe essere nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, posto per cui è in ballottaggio l’uscente Giovanni Legnini . Sempre vicino a Dario Franceschini sono il viceministro degli Esteri uscente, Lapo Pistelli , avviato alla conferma, Pierpaolo Baretta di nuovo all’Economia dove è in pole position anche Enrico Morando . Si parla poi di Bruno Astorre , Pina Picierno , Francesca Puglisi (Istruzione), Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico . Ai Rapporti col Parlamento si parla di una conferma di Sesa Amici e di un possibile ritorno di Giampaolo D’Andrea che però vorrebbe la Cultura. L’area bersaniana dovrebbe riconfermare, oltre a Legnini , anche Filipo Bubbico , Paolo Fadda (Salute), Maria Cecilia Guerra (Welfare) e Claudio de Vincentis . In corsa Elisa Simoni e Davide Zoggia . Tra i giovani turchi Silvia Velo ai Trasporti. Si parla di un possibile ritorno dell’ex popolare Giorgio Merlo e, per lo Sport, dell’arrivo da firenze di Eugenio Giani . In corsa i senatori Isabella de Monte , Nadia Ginetti , Giorgio Tonini e Stefano Lepri . Non entrerà nessun civatiano e nessun lettiano. In Ncd si dà per certa la conferma dei sottosegretari uscenti e due viceministri. Enrico Costa alla Giustizia libererebbe il posto di capogruppo per Nunzia De Girolamo.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.