«Napolitano mi ha detto di essere molto preoccupato della inaffidabilità di Renzi». Riccardo Nencini, segretario del Psi esce dallo studio della Vetrata dopo aver incontrato il Presidente della Repubblica, incontra il leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano che sta guidando la propria delegazione alle consultazioni del Quirinale e gli racconta tutta la perplessità del Capo dello Stato. Un retroscena che spiegherebbe il motivo per cui l’incontro tra Napolitano e Alfano si protragga ben oltre gli orari previsti dal calendario delle consultazioni e le perplessità di Ncd. Nelle premesse questa doveva essere una delle crisi di governo più brevi della storia della Repubblica, ma i tempi sono destinati ad allungarsi. Nelle intenzioni della vigilia, il segretario del Pd Matteo Renzi doveva ricevere l’incarico di formare il governo ieri sera. Probabilmente non sarà neppure questa sera, ma, salvo sorprese, lunedì mattina. Napolitano ritiene necessario inserire nel calendario qualche ora in più, necessaria per riflettere, studiare, consultare ascoltare. Quasi avesse previsto tutto, il Capo dello Stato spiega così le consultazioni-lampo tenute in un clima «informale»: «Ho ritenuto di dover dare la massima rapidità a queste consultazioni perché poi ci fossero lo spazio e la serenità necessarie a chi avrà l’incarico per svolgere il suo lavoro, e tutto il tempo necessario per gli approfondimenti e le intese». La situazione non è infatti delle più facili. L’obiettivo del Pd è chiaro e viene così sintetizzato dal capogruppo al Senato Zanda: «Il Pd mette a disposizione Renzi per un esecutivo fino al 2018». Soluzione che trova il sostegno convinto di Scelta Civica. Ma altrettanto non si può dire degli altri partiti che compongono la maggioranza. Con Sel che resterà all’opposizione, i centristi di Popolari per l’Italia pongono condizioni precise sul programma e anche lo stesso Psi reclama qualcosa. I partiti minori sono uniti nel dire che se governo di legislatura deve essere, allora tutti coloro che se ne assumono le responsabilità devono essere rappresentati. «Ci riserviamo il giudizio» a quando il programma sarà più chiaro, spiega il capogruppo alla Camera dei Popolari Lorenzo Dellai. Il nodo-programma è centrale anche per Ncd. «Il lieto fine non è scontato, vedremo se entreremo nel governo», spiega Alfano, ribadendo che l’agenda dovrà avere un’impronta riconducibile anche i valori del suo partito, che è di centrodestra. I paletti posti da Alfano sono chiari: nessun allargamento a sinistra della maggioranza (ipotesi scongiurata dal rifiuto di Vendola di partecipare a un governo con Ncd) e programma di governo alla tedesca, con impegni, responsabilità e scadenze messe per iscritto. Alfano dice «sì a uno sforzo riformista, ma mettiamo nero su bianco i punti programmatici. Se si vuole fare grandi cose non sono sufficienti 48 ore». Il problema non sono solo le riforme e i provvedimenti economici, ma anche altri temi come ius soli, droga, immigrazione e unioni civili. Nessun sostegno a scatola chiusa per Alfano, che chiede tutto il tempo necessario per varare un patto definito fin nelle virgole, con contenuti chiari in ciò che ne farà parte e in ciò che ne sarà escluso e tempi di attuazione certi. L’alternativa è il voto di cui il Pd reo di aver fatto fuori il premier Letta si assumerebbe tutta la responsabilità. Quanto a Forza Italia, Silvio Berlusconi chiarisce: «Saremo all’opposizione» ma sarà «responsabile. Manteniamo l’accordo sulle riforme».
Il Colle perplesso: Renzi è inaffidabile
Nencini rivela ad Alfano: Napolitano preoccupato. Il Pd: governo fino al 2018 Berlusconi: faremo un’opposizione responsabile. L’incarico forse domani
