Politica

Tagli promessi e prese in giro

di Gian Marco Chiocci Dal mare ai monti, perché tutto cambi affinché nulla cambi. Scomodiamo Tomasi di Lampedusa per sintetizzare l’ultima follia in tema di falsa spending review e di utopistici...

Dal mare ai monti, perché tutto cambi affinché nulla cambi. Scomodiamo Tomasi di Lampedusa per sintetizzare l’ultima follia in tema di falsa spending review e di utopistici annunci sul ridimensionamento dei carrozzoni di Stato. Parliamo dell’incredibile proposta di legge di giunta della Regione Lazio, dunque prossima all’approvazione matematica, destinata alla soppressione delle note Comunità Montane. Scompariranno per modo dire. Dal vocabolario certamente, posto che cambieranno nome senza vedersi decurtato nemmeno un centesimo: da «comunità montane» - recita l’articolo in materia - si trasformeranno in «Unioni di Comuni montani». E dai 7 milioni e mezzo stanziati oggi, incasseranno l’equivalente pure per l’anno in corso. La beffa si allargherà alle «Comunità Costiere» che seguiranno la stessa trafila rivoluzionaria delle cugine «Montane»: più soldi, nessun taglio, stesse poltrone e ovviamente cambio d’identità. Il caravanserraglio della pubblica amministrazione laziale, tra comunità e unioni, parchi e riserve, consorzi e bacini, muove la bellezza di 250 enti (esclusi comuni, province, Asl, aziende partecipate) la cui utilità è spesso dubbia al contrario degli sprechi, certi. Ogni partito, da destra a sinistra, ha gridato allo scandalo ma nessuno s’è preoccupato delle sforbiciate promesse. È uno schiaffo alla miseria, alla politica del rigore, agli ultimi dati di Bankitalia sulla povertà: un italiano su sei vive con 640 euro al mese. Ormai solo Buckingham Palace (è notizia di ieri) può permettersi di proporre un impiego e uno stipendio da17mila euro l’anno per aprire i rubinetti della vasca della Regina. Qui siamo già con l’acqua alla gola.

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