Politica

La Rete rilancia la nostra inchiesta sulla persecuzione di Silvio

La prova che la rete e Twitter non sono «asserviti» alla sinistra? La abbiamo avuta ieri: mentre l’aula di Palazzo Madama votava la decadenza del senatore Silvio Berlusconi, sul web si scatenavano...

La prova che la rete e Twitter non sono «asserviti» alla sinistra? La abbiamo avuta ieri: mentre l’aula di Palazzo Madama votava la decadenza del senatore Silvio Berlusconi, sul web si scatenavano commenti e condivisioni che hanno accompagnato le ore caldissime per il Governo Letta, «orfano» delle larghe intese. Ma chi pensava di vedersi scorrere davanti solo l’apoteosi del malpancismo e della rassegnazione ha avuto di che ricredersi. Di fronte a contenuti, a tesi oggettive, esposte e diffuse attraverso il metodo chiaro dell’inchiesta giornalistica, la risposta non ha tardato a farsi sentire. L’operazione che «Il Tempo» ha lanciato con la pubblicazione dell’inchiesta di Di Meo e Rocca e veicolata su Twitter dall’hashtag #perseguitatoda20anni, il suo effetto lo ha sortito eccome: sono centinaia le interazioni che hanno coinvolto l’hashtag e sono stati più di 300 i «retweet» sul primo messaggio che lanciava la nostra ricostruzione. Quando c’è un contenuto che vale, la rete si attiva e risponde. E continua a rispondere quando trova un atteggiamento giornalistico serio rispetto alla realtà degli eventi in corso: ecco allora il valore della diretta-Twitter trasmessa dal nostro giornale proprio dalla piazza, dove si era riunito il popolo di Forza Italia. Non si può negare che, nel corso del pomeriggio, mentre si avvicinava il momento del voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, e mentre a via del Plebiscito a Roma andava in scena l’ennesimo bagno di folla per il Cavaliere, la rete veniva letteralmente egemonizzata dalle vicende politiche del giorno: su 10 tendenze entrate prepotentemente nella classifica dei Trending Topic Italia, più della metà era «a tema» Berlusconi. Tutte con caratterizzazione politica sostanzialmente neutra a riprova del fatto che su Twitter funziona molto bene nel suo ruolo di cronaca della realtà che abbiamo imparato bene a conoscere. #decadenza, #senato, #quiplebiscito, ma anche le semplici indicazioni degli attori politici del momento, dalla «Bernini» alle semplici contrazioni «Grazioli» o «Plebiscito» a corredo geografico dei cinguettii. Entrare nel merito dei commenti equivale ad ascoltare quella piazza variegata che segue le vicende politiche con interesse, con spirito critico o satirico, che si cimenta in divertissement ironici. Un assaggio di quella che è l’opinione pubblica. Varia, difforme e non necessariamente egemonizzata dalla sinistra.

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