Ma il Pdl è davvero ai titoli di coda oppure esagerano i giornali e i giornalisti, i falchi e le colombe, per non dir degli indecisi e di color che son (paraculescamente) sospesi nel giudizio? Con una serie di documenti ufficiosi o ufficiali continuamente ritoccati, a poche ore dal Consiglio nazionale che segnerà la storia del centrodestra siamo andati a far la conta porta a porta fra i grandi elettori del partito lacerato dagli odii e dai rancori. Di qua i «lealisti» fedeli nei secoli al leader non ancora decaduto. Di là gli «innovatori» fedeli al leader a patto che decada lui senza far (de)cadere il governo loro. In mezzo, quelli che provano ancora a non posizionarsi, pronti a saltar sul carro giusto non appena l’altro si fracasserà sul guard rail. Telefonata dopo telefonata, i nostri Di Majo, Imberti e Solimene hanno tampinato i referenti regionali per capire chi sta con chi, chi è contro chi, chi stava ieri contro Caio mentre oggi è al suo fianco per pugnalare Tizio. La conta minuziosa ha raggiunto punte tragicomiche da basso/fine impero perché il tam tam telefonico («aho, ma è vero che avete gli elenchi di falchi e colombe?») ci ha costretto a supplementi di fatica in chi temeva catalogazioni affrettate. L’intento era quello di far chiarezza sugli schieramenti in campo, posto che le cifre pubblicizzate sin qui provenivano da calcoli incerti e partigiani. Il lavoro de Il Tempo che non ha i crismi del sondaggio o di ricerca di mercato alle 23 di ieri dava i «Fitto boys» quasi al 70 per cento. Se nella notte o nelle ore a seguire arriverà l’accordo, all’italiana maniera vinceranno ovviamente tutti: falchi, colombe, pennuti vari e avariati.
Pennuti Pdl porta a porta
di Gian Marco ChiocciMa il Pdl è davvero ai titoli di coda oppure esagerano i giornali e i giornalisti, i falchi e le colombe, per non dir degli indecisi e di color che son (paraculescamente)...