Politica

«Se si va alla conta perdiamo tutti»

Gasparri sulla guerra delle firme: «Per ora solo ipotesi e bluff. Un terzo del partito con Alfano, ma il Cav troverà la sintesi»

Oltre 630 firme per i «lealisti», 350 tendenti a salire per gli «innovatori». Il totale rischia di superare le mille unità, mentre a partecipare al Consiglio nazionale non saranno più di 850. Onorevole Maurizio Gasparri, che succede? Qualcuno bluffa o duecendo pidiellini hanno firmato entrambe le mozioni? «Beh, questo lo scopriremo solo sabato. In politica succede spesso che prima di un appuntamento importante escano numeri all’impazzata. Meglio aspettare il momento in cui andranno scoperte le carte, sabato mattina». Lei è considerato un «mediatore». Dica la verità: non è che per caso ha firmato entrambi i documenti? «Assolutamente no. Però, le ripeto, è normale che in un momento del genere ci siano tanti indecisi e che qualcuno sia lacerato. Mi lasci anche dire che io spero ancora in un epilogo unitario. Il bilancio del Consiglio nazionale sarà buono solo se si eviterà la spaccatura. I divorzi in politica non sono mai positivi. Per chi li subisce, certo. Ma anche per chi li impone». Non crede che ormai la spaccatura sia inevitabile? «Se il tema sarà la fiducia a Berlusconi non vedo come potrebbero esserci dei distinguo. La priorità è sostenere il nostro presidente in un momento in cui sta subendo un assalto gravissimo. Lui pronuncerà il suo discorso ben consapevole di tutte le sensibilità presenti nel partito e poi i componenti del Consiglio potranno valutarlo. Ma l’obiettivo di Berlusconi resta ottenere il 100% dei consensi». E se le divisioni restassero? «Beh, in quel caso credo siano realistiche le stime di due terzi con i "lealisti" e un terzo con Alfano». Crede che le «colombe» parteciperanno all’assise? «Penso proprio di sì. Sarebbe assurdo non venire. Stare in un partito impone il dovere di partecipare alla sua vita. Sempre che non si voglia rompere». Dal loro punto di vista, gli alfaniani potrebbero scegliere di non venire proprio per evitare di andare allo scontro con i lealisti. «Io credo che ci sia la possibilità di non rompere anche partecipando al Consiglio nazionale. A meno che non ci sia qualcuno che abbia altre mire». Ad esempio? «Qualcuno che ha deciso per un sostegno al governo fine a se stesso. O che magari si è messo in testa di fondare qualche partitino che non andrebbe da nessuna parte». Sembra di risentire le parole del Cav: ricordate che fine ha fatto Fini... «La storia delle recenti elezioni ha dimostrato che non c’è spazio per operazioni politiche al centro». A buon intenditor...

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