Qualcuno già la chiama «tesseropoli». Magari il termine è certamente eccessivo, ma la dice lunga su quanti incidenti di percorso abbia dovuto affrontare il congresso del Partito democratico. Tra accuse di tesseramenti confiati, congressi locali farsa, risse il caos democratico è totale e investe tutta la Pensola, da Asti a Trapani. Passando, naturalmente, per la Capitale e sconfinando e giungendo fino a Bruxelles. I congressi contestati «severamente sanzionati, si contano sulle dita di due mani», dice il segretario Dem Guglielmo Epifani. Ma i numeri snocciolati (ai congressi provinciali hanno partecipato 320mila tesserati - 100mila in meno d’un anno fa - e gli iscritti totali son 600mila contro gli 800mila del 2012) non raccontano lo sconcerto dei militanti e le accuse reciproche delle fazioni in lotta per la segreteria. A Roma sono tanti i casi di congressi contestati, tra circoli «fantasma» e pacchetti di nuove tessere (in dieci giorni ne spuntano 5mila). Pd Trastevere Il circolo è a maggioranza renziano, tutti della prima ora. In capolista per accedere all’assemblea romana è il segretario. Viene però tesserata tutta una pletora di personaggi «nuovi» che «sbianchettano» la lista renziana e portano alla guida del circolo un candidato ex Idv. Botte, insulti e un vero e proprio psicodramma. Pd Cinecittà Al circolo di via Stilicone il 30 ottobre si presentano almeno un centinaio di «cammellati». Anche qui insulti, botte e congresso sospeso, nonostante il tentativo di colpo di mano di Piero Latino. Si replica il 5 novembre, ancora tensione ma alla fine il congresso va in porto. Pd CasalBertone I candidati principali alla segreteria romana sono Lionello Cosentino e Tommaso Giuntella, entrambi ex Ds. I sostenitori delle due mozioni si insultano a vicenda. I primi apostrofano con gravi epiteti omofobi i più giovani, che a loro volta accusano gli «anziani» di aver portato a votare Casapound. Che dalle colonne de Il Tempo smentisce. Pd Versante Prenestino Ancora truppe cammellate, i responsabili di circolo vogliono annullare il congresso. Piero Latino si impone e lo fa svolgere comunque, ma senza la presenza dei responsabili e in un’aula di Roma Capitale. Pd Eur Il circolo è ridotto a soli 4 iscritti. L’ex assessore della Provincia di Roma ed exminisindaco dell’Eur Patrizia Prestipino lancia la facile Opa portando 30 nuovi iscritti, ma questi non risulterebbero né residenti né domiciliati nel territorio di competenza. Lei però si difende: «Sono stati ingiustamente rifiutati da Laurentino 38». Pd Vigne Nuove Il circolo apparteneva a un esponente Dem passato all’Udc. Da 400 iscritti la sezione è scesa a 24. Ma per il congresso raddoppiano. Quando si deve eleggere il segretario di circolo e il delegato all’assemblea romana succede di tutto. Riccardo Corbucci - che sostiene Giuntella - chiede l’invalidazione del congresso del «circolo fantasma» sempre inattivi tranne quando c’è da raccogliere voti (a Roma queste sezioni sarebbero una decina, di cui tre nell’ex IV Municipio). Claudio Maria Ricozzi - che sostiene Cosentino - si oppone. Finisce con l’arrivo di due ambulanze e le volanti della polizia. Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio del III Municipio, finisce in ospedale con un trauma cranico e 5 giorni di prognosi. Sostiene di essere stato aggredito da Ricozzi, presidente dell’assemblea municipale Pd, che nega e parla di «montatura»: «Mi sono avvicinato mettendogli due dita davanti alla bocca per fargli capire che doveva smetterla. E lui è caduto all’indietro: io ho anche cercato di trattenerlo». Il caso finirà in Tribunale. Pd Frosinone Ben 25 congressi di circolo contestati. Renziani e civatiani si ritirano e lasciano svolgere per 10 giorni i congressi con un solo candidato. Alla fine interviene il Pd nazionale che dice che i congressi si devono rifare. Pd Sicilia Caos anche in Sicilia, dove il partito è impantanato tra doppi segretari, boom di tessere e persino congressi annullati. La sfida per la segreteria nazionale si trasforma in un redde rationem tra correnti e in una corsa al riposizionamento che sta rimescolando vecchi e nuovi equilibri. Il caso più clamoroso è a Catania, dove il dirigente nazionale, Nicola Stumpo, inviato dal partito per fare chiarezza, ha annullato il congresso provinciale per una serie di anomalie avvenute nei circoli, con tessere fantasma e cittadini iscritti ai democratici senza saperlo. Il miracolo della moltiplicazione delle tessere si è presto esteso ad altre province. Doppi segretari anche a Trapani e Siracusa, congressi farsa a Messina. Ad Agrigento, addirittura, alcuni segretari cittadini eletti provengono dal centrodestra, mentre a Ragusa il neosegretario Giovanni Denaro non fa riferimento a nessuno dei quattro candidati alle primarie nazionali. Pd Asti Nella moltiplicazione delle tessere ci sono anche cento alnaesi, proveniente da imprese edili. Dicono di sostenere un candidato d’origine albanese in Italia dal 1991 e cittadino italiano. Ma qualcuno parla di cooptazione, altri addirittura di 10 euro ciascuno per portarli a votare. Gli albanesi astigiani però reagiscono: accusano i vertici Pd di razzismo e protestano sotto la sede della Prefettura. Pd Bruxelles Il circolo Dem all’estero più grande del mondo rielegge Cerasani, candidato senza successo alla Camera e assistente dell’eurodeputato Luigi Berlinguer, presidente della commissione di Garanzia. Anche qui boom di tesserati: +40%. Ma Berlinguer smorza le polemiche: «Ho verificato, li conosco tutti. Sono tutti elettori del Pd».
Da Asti a Ragusa c’era un volta il Pd
Risse, insulti, circoli fantasma, doppi segretari e tesseramenti gonfiati. Così i Dem screditano se stessi. E il congresso si trasforma in una farsa
