Politica

Anna Maria e i dimenticati

di Gian Marco ChiocciL’affaire Cancellieri, dal nome del ministro della Giustizia che s’è interessato a far scarcerare la figlia malata (Giulia Maria) del vecchio Ligresti (Salvatore, condannato ai...

L’affaire Cancellieri, dal nome del ministro della Giustizia che s’è interessato a far scarcerare la figlia malata (Giulia Maria) del vecchio Ligresti (Salvatore, condannato ai tempi di Mani Pulite e indagato nel filone Fonsai) si presta a più interpretazioni. Ognuno la vede a seconda degli interessi di bottega, delle convenienze politiche, dei retropensieri e delle dietrologie. C’è chi la giudica più grave della chiamata in questura per Ruby, costata a Berlusconi 7 anni di galera per concussione, e chi al contrario la ritiene penalmente ininfluente in quanto l’intervento del Guardasigilli sui respondabili del Dap non ha sortito gli effetti sperati visto che la ragazza è uscita di cella solo per decisione autonoma dei giudici. Quanto al resto, al figlio della ministra in affare coi Ligresti o alla telefonata di «solidarietà umana» della signora Anna Maria alla compagna di Salvatore, occorre riflettere, approfondire, chiarire tutto. Ma serve, però, non divagare dal problema reale che sta a monte della storia: la condizione della detenuta Ligresti e di tantissimi come lei, malati, prossimi al suicidio, ammassati come bestie in celle luride e indegne di un paese civile. Se la Cancellieri ha sbagliato è nel non essersi interessata allo stesso modo per tutti quelli che soffrono in cella. Da quando hanno arrestato Giulia ben 13 cristiani reclusi sono passati ad altra vita andandosi ad aggiungere a oltre duemila crepati senza «raccomandazione» in dieci anni. L’elenco funebre che pubblichiamo serve a ricordarli uno ad uno e far riflettere tutti, a cominciare da quanti preferiscono contare un cadavere in più anziché combattere per una carcerazione preventiva in meno.

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