Politica

«Parole, parole, parole». Così Sveva le canta al sindaco

La politica si può fare con un sorriso e in musica. Non con un brano solitario, impegnato, che rischia di annoiare per scarso ritmo e assenza del refrain in sintonia al testo e alla voce. Meglio un...

La politica si può fare con un sorriso e in musica. Non con un brano solitario, impegnato, che rischia di annoiare per scarso ritmo e assenza del refrain in sintonia al testo e alla voce. Meglio un duetto, va di moda e funziona. Sempre. Anche a distanza e «virtuale». Se poi a "cinguettare" sono l’ex vicesindaco di Roma Sveva Belsivo e l’attuale sindaco Ignazio Marino il risultato è da hit parade per numero di clik sul web. Il brano scelto dalla signora dal carattere volitivo, ora capogruppo Pdl in Campidoglio e postato su Youtube, è un duello tutto politico, dal sapore dolceamaro, e musicalmente impeccabile. Parole Parole, pezzo mitico della musica italiana di Mina e Alberto Lupo, è stato rivisitato con classe, ironia e l’ovvia polemica politica. La Belviso inoltre dimostra di possedere una bella voce, una certa presenza scenica e il disincanto (da opposizione) sulle parole, anzi le «promesse» del sindaco nella passata campagna elettorale. Lei in elegante abito bianco vagamente Anni ’60, trucco leggero, acconciatura adeguata al pentagramma replica come da canzone alle «parole» del sindaco. Mentre Lui da un tubo catodico di un televisore Anni ’50 che fa tanto modernariato, racconta spezzoni di programma, porzioni di "promesse" sulla città che verrà. Insomma oltre tre minuti e passa di autentico spettacolo dove una volta tanto la politica non grida, non insulta, non fa cambiare canale. Magari non risolverà tutti i problemi che sono tanti e complicati ma almeno regala un sorriso in una manciata di note. Di questi tempi è già qualcosa.

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