Politica

Draghi: l’instabilità politica non è un rischio per l’Eurozona

La ripresa nell'Eurozona c'è ma è «debole e fragile» e la Bce, che ieri ha lasciato i tassi invariati al minimo storico dello 0,5%, è pronta a nuove misure straordinarie. Lo ha annunciato il...

La ripresa nell'Eurozona c'è ma è «debole e fragile» e la Bce, che ieri ha lasciato i tassi invariati al minimo storico dello 0,5%, è pronta a nuove misure straordinarie. Lo ha annunciato il presidente dell'Eurotower, Mario Draghi, che non ha tralasciato di lanciare un monito anche all'Italia: i mercati si aspettano dal nostro Paese stabilità e riforme. Il presidente della Bce ha affermato che nella zona euro «la ripresa dell'economia procede con un passo lento» e ha ribadito che i rischi sulla crescita «restano al ribasso». Tuttavia «consideriamo questa ripresa fragile, debole e irregolare». La disoccupazione «rimane elevata e i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato continuano a pesare sull'attività economica». I governi dell'Eurozona «non devono rallentare gli sforzi di riduzione del deficit e devono continuare a condurre il debito pubblico su una tendenza al ribasso», oltre, alla luce della nuova politica comunitaria two pack sulle leggi di bilancio, a «varare piani di bilancio di respiro abbastanza largo da garantire una stabilità dei conti anche nel lungo termine», ha aggiunto. I tassi di interesse, ha detto ancora, resteranno ai livelli attuali, se non a livelli più bassi, per «un periodo di tempo esteso. La politica monetaria resterà accomodante per tutto il tempo che sarà necessario». Draghi ha parlato anche dell'Italia: «Il messaggio inviato dai mercati è una richiesta di stabilità e riforme. La pressione dei mercati per le riforme e uno dei tanti fattori di pressione ma la principale pressione deve venire dall'interno, in quanto le riforme vanno fatte per il proprio bene, non per i mercati». Secondo il numero uno dell'Eurotower comunque «fasi di instabilità politica, come quella attraversata oggi dall'Italia, sono meno pericolose per l'Eurozona di quanto non sarebbero state in passato». Infine per Draghi lo shutdown, ovvero la parziale interruzione delle attività del governo federale Usa scattata in seguito alla mancata approvazione della legge di bilancio, «se protratto, pone rischi per la ripresa degli Usa e dell'economia mondiale, e dobbiamo averlo ben presente». Draghi si è detto comunque convinto «al momento» che lo shutdown non sia destinato a durare. Draghi ha escluso un default. Le borse europee hanno chiuso contrastate. A pesare l'andamento negativo di Wall Street, che risente del secondo giorno di shutdown e dei deludenti dati sull'occupazione. Bene Milano, che, in seguito al voto di fiducia incassato dal governo, ha guadagnato lo 0,68%, con l'indice Ftse Mib a 18.098,44 punti. Lo spread è sceso a 256 punti.

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