Giorgia Meloni ci riprova. Più esperta, più determinata e più organizzata di prima. Stavolta con un alleato in più: Flavio Tosi. L’obiettivo comune è quello di scalare la leadership del centrodestra, pensionando Silvio Berlusconi, il vecchio Pdl e la nuova Forza Italia. Un «centrodestra conservatore nei valori e rivoluzionario nelle proposte», ripetono ormai a loop i protagonisti. Il palcoscenico da cui lanciare l’Opa è quello di «Atreju», «che non è un pastore sardo» come ricorda scherzando l’ex vicepresidente della Camera, bensì la festa dei giovani di Fratelli d’Italia che si svolgerà dall’11 al 15 settembre al Parco del Celio di Roma e che raccoglie l’eredità (nel nome e nei soggetti organizzatori) della festa di Azione Giovani prima e dei giovani del Pdl poi. La nuova coppia Meloni-Tosi, con i saggi consigli di Guido Crosetto, riuscirà ad imporsi nel centrodestra italiano? La prima pietra sarà lanciata proprio ad Atreju, durante due confronti ad hoc su cui ruoterà la parte più importante della manifestazione: sabato alle 18.30 il dibattito «L’Italia che vorrei. Verso le primarie del centrodestra», titolo che lascia poco all’immaginazione, e poi la mattinata di domenica, che per la prima volta dopo molti anni non vedrà la presenza di Silvio Berlusconi, bensì la «assemblea plenaria» dal titolo «La cosa vera. Idee e progetti per un centrodestra a testa alta». Una seconda occasione per quella che adesso è Fratelli d’Italia, ma che meno di un anno fa era solo una corrente critica all’interno del Pdl. Allora le cose non andarono benissimo. Le primarie convocate con fatica da Angelino Alfano furono revocate da un Silvio Berlusconi allarmato dalla caduta libera del Pdl nei sondaggi; così Giorgia fu costretta a render realtà molto prima del previsto il suo sogno nel cassetto: un partito tutto nuovo, «conservatore europeo», alternativo al Pdl. Oggi, invece, il terreno sembra fertile: il Pdl al governo con il Pd si sta sciogliendo e a breve scomparirà per far spazio alla Forza Italia 2.0 voluta da Berlusconi e composta dai berluscones; tutto ciò ha aperto una prateria a destra, dove c’è un vuoto riempito solo da personalità importanti ma logorate dal tempo e dalle sconfitte elettorali. Ma per far ciò, Meloni e Tosi hanno come unica arma quella di sfruttare la loro posizione d’opposizione al governo Letta per imporre contenuti in formula innovativa: serve, insomma, un vero e proprio manifesto ideologico. E ad «Atreju 2013 – La Terza Guerra», di contenuti, novità e confronti a quanto pare ce ne saranno molti. Esempio emblematico il debutto dei «processi»: da una parte l’accusa, dall’altra la difesa, con testimonianze autorevoli messe a confronto. Al centro i temi caldi del dibattito politico e culturale: Europa, famiglia, giustizia e finanza. Il clou venerdì alle 17, con il «processo alla giustizia italiana», confronto serrato fra Filippo Facci e Marco Travaglio, con Silvio Berlusconi «testimone» attraverso un videomessaggio. Ampio spazio sarà dato durante la festa alla cultura e ai libri, con i «caffè letterari». Torna anche il «Premio Atreju», che verrà consegnato alla famiglia Giangrande (il brigadiere ferito a palazzo Chigi), al comandante delle Frecce Tricolori, Jan Slangen, e a Suor Carolina Iavazzo, collaboratrice di Don Pino Puglisi. Due le mostre: «La terza guerra», un grande Risiko per descrivere la minaccia della supremazia della finanza sulle Nazioni, e «Io sono europeo», un «Instagram» della crisi europea e mondiale. Interessantissima, mercoledì 11, l’intervista a Giovanni Lindo Ferretti, storico punk-rocker di estrema sinistra, poeta, scrittore nonché militante di Lotta Continua, «folgorato» negli anni della maturità dalla religione e dal ritrovato amore per la famiglia tradizionale. «Atreju è una manifestazione di parte e non di partito, interamente pensata e realizzata da giovani volontari, che hanno rinunciato alle loro vacanze per costruire materialmente il palcoscenico sul quale si muoverà il meglio della politica, dell'attualità e della cultura italiana» ha sottolineato Giorgia Meloni. Sul futuro, l’ex ministro non usa mezzi termini: «Fratelli d’Italia non ha votato la fiducia al governo Letta e a maggior ragione non voterebbe la fiducia ad un governo Letta bis».
Atreju battezza l’asse Meloni-Tosi
Dall’11 al 15 settembre a Roma la festa di Fratelli d’Italia Il 13 «processo alla Giustizia» con Facci, Travaglio e un video del Cav
