Il governo si mette le spalle al coperto. Le coperture contenute nel decreto pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale per finanziare l’abolizione della rata di giugno sulla prima casa, per la cig e gli esodati, potrebbero non essere sufficienti. Così ecco che in fondo al testo è stata inserita una clausola di salvaguardia. Qualora il gettito previsto dalla sanatoria sulle slot machine (600 milioni) e dall’Iva del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione (925 milioni) fosse inferiore alle attese, si farebbe ricorso all'aumento degli acconti Ires e Irap e delle accise. I concessionari delle new slot hanno tempo fino al 15 novembre 2013 per pagare il 25% delle maxi-penali che la Corte dei Conti ha stabilito per il mancato collegamento delle macchine nel periodo tra settembre 2004 e gennaio 2007. Il Tesoro farà un monitoraggio delle entrate previste, e se dovesse emergere un andamento che non consenta il raggiungimento degli obiettivi di maggior gettito indicati, il ministro dell'Economia correrà subito ai ripari. Entro novembre, con l’emanazione di un decreto, deciderà, si legge nel decreto, l'aumento della misura degli acconti ai fini dell'Ires e dell'Irap, e l'aumento delle accise, in misura tale da assicurare il conseguimento degli obiettivi. Per reperire la liquidità necessaria alla nuova tranche di pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, il governo farà ricorso all’emissione di titoli di Stato fino a 8 miliardi per il 2013. Il problema non è solo incassare i fondi previsti ma anche far fronte ad altri impegni che al momento non hanno trovato una risposta. Si tratta del blocco dell’aumento dell’Iva che scatterà il primo ottobre e la reintroduzione della deducibilità dell'Imu per le imprese che è stata tenuta fuori dal decreto. Di questi temi si occuperà la legge di Stabilità che dovrà contenere anche l’abolizione della rata dell’Imu di dicembre prossimo e l’avvio della Service Tax. La nuova tassa sui servizi locali si prospetta come un’imposta federale e ai Comuni sarà lasciata ampia autonomia anche se, come è successo per l’Ici l’Imu, il governo fisserà un’aliquota massima. Se l’obiettivo sarà di eguagliare l’incasso dell’Imu sulla prima casa, il tetto dell’aliquota potrebbe essere fissato attorno al tre per mille. Sulla Service Tax andranno chiariti una serie di punti. Innanzitutto se l’imposta sarà graduata per fasce di reddito. Una delle ipotesi che i tecnici del Tesoro stanno esaminando è di utilizzare come riferimento l’Isee (l’indicatore di reddito adottato per le agevolazioni sociali). Esentando le fasce di contribuenti con Isee inferiore a 6.500 euro il prelievo medio per gli altri contribuenti salirebbe al 2,2 per mille; con esenzione fino a 15 mila euro di imponibile Irpef, (al 50% per chi sta sotto i 28 mila) si avrebbe l'aliquota media necessaria per raggiungere il target di incasso al 2,5 per mille. Da definire anche la ripartizione del tributo quando la casa è affittata. Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha spiegato che «la deducibilità dell'Imu per le imprese, essendo un elemento che costituisce l'equilibrio complessivo dell'accordo sull'Imu, va resa operativa al massimo con la legge di stabilità». Anche dal viceministro Fassina è arrivato un impegno a «correggere in Parlamento quello che non è stato possibile inserire nel decreto, aiutando le imprese». Poi rilancia l’accusa velata al Pdl. «Noi abbiamo spostato l'aumento dell'Iva, che era previsto per il primo luglio, al primo ottobre. Ora siamo in una situazione di grande difficoltà, perchè abbiamo dedicato le poche risorse che avevamo a disposizione per eliminare l'Imu anche su quella fascia di abitazioni di maggior valore. Avrei preferito che le imprese avessero la deducibilità dell'Imu, come era previsto, e che non siamo riusciti a fare, invece che dedicare risorse alle case di maggior valore, perchè in questo modo noi sosteniamo la rendita, invece che i fattori produttivi». Il ministro per lo Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, sottolinea che «nella maggioranza si è arrivati a un compromesso sulla partita dell'Imu ma questa era un problema anche per il Pd e per il centrosinistra».Circa la cancellazione anche della seconda rata, «oggi il dibattito è sulla scala delle priorità a fronte di risorse ridotte e la nostra priorità è come superare la partita dell'Iva che viene prima dell'Imu per importanza». Il ministro lancia anche un messaggio di speranza sull’Iva: «l’aumento in ottobre è probabilmente evitabile, grazie alla ripresa del sistema economico». Enrico Zanetti di Scelta Civica attacca, il capogruppo del Pdl Renato Brunetta. «In questo vero e proprio delirio fiscal-politico-mediatico, l'economista Renato Brunetta riesce persino a vantarsi di un intervento con il quale, pur di alleggerire la pressione fiscale su seconde e terze case a disposizione, fa saltare la deducibilità dal reddito di impresa e di lavoro autonomo dell'Imu degli immobili strumentali di imprese e professionisti». Sempre Scelta Civica mette in evidenza che «l'abolizione della seconda rata Imu 2013 è ad oggi solo una promessa, perchè la copertura finanziaria ancora non è stata trovata» Il presidente di Federalberghi e senatore del Pdl, Bernabò Bocca, profondamente convinto della necessità di dare un segnale forte a sostegno dell'economia del paese.- «La deducibilità dell'Imu - avverte - per i beni strumentali è una priorità che Federalberghi sta portando avanti da tempo. So per esperienza personale quanto le associazioni di categoria e gli imprenditori che investono i loro capitali nel settore turistico e nella ricettività italiana abbiano bisogno di essere supportati in questo senso».
Rischio aumento per accise e acconti
Il governo Necessari interventi fiscali se la copertura non sarà sufficiente Zanonato: l’incremento dell’Iva si può evitare, l’economia è in ripresa