Politica

L’ossessione di Monti: un centrodestra senza Berlusconi

Ormai sta diventando un’ossessione. Da quando Silvio Berlusconi è stato definitivamente condannato a 4 anni di reclusione, Mario Monti non sembra pensare ad altro: rifondare la destra italiana. E...

Ormai sta diventando un’ossessione. Da quando Silvio Berlusconi è stato definitivamente condannato a 4 anni di reclusione, Mario Monti non sembra pensare ad altro: rifondare la destra italiana. E magari prenderne il comando. Per far questo è disponibile a tutto. Pure a riconoscere «l’onore delle armi» al Cavaliere. Che fino a prova contrario è colui che ha provocato la crisi del suo governo. Anche ieri, ospite di RaiNews24 , il Professore ha rilanciato il suo progetto. Non prima di aver difeso la costituzionalità delle legge Severino. « Il mio governo fu il padre, anche su richiesta di un Parlamento impaurito - sottolinea - ,poco prima delle elezioni, della legge sull’incandidabilità. Si facciano gli accertamenti legali che si ritiene ma siamo convinti che la legge sia pienamente costituzionale, né nel Pdl nessuno aveva obiettato quando l’hanno approvata». Posto che quella dell’incandidabilità è una delle condizioni necessarie per avviare l’archiviazione della stagione berlusconiana, Monti indica la strada del futuro: «Per l’Italia è importantissimo avere, oltre a una sinistra speriamo davvero socialdemocratica e con una chiarezza di leadership che per ora non c’è, al di là di Letta presidente del Consiglio, anche una destra come c’è in tutti i Paesi europei, e come da noi non c’è mai stata dal dopoguerra». A questo, prosegue, si arriva anche riconoscendo a Berlusconi «una fine di percorso decorosa», così come è al «giorno in cui avesse, eventualmente, fine la sua parabola» di leader politico. «Silvio Berlusconi - dice - ha avuto il merito storico di rendere possibile uno spazio di destra, ma non è stato tanto capace di riempirlo di contenuti liberali e veramente moderati, e credo che abbia dato un grande contributo alla politica italiana. Ora credo che il suo partito, o altri partiti, o miscele tra il suo partito e altri, debbano trasformare questo potenziale in un effettivo movimento politico liberale». Da qui lo scenario post-berlusconiano: «Spero che, sparendo o attenuandosi la presa diretta di Berlusconi, questa cosa che lui ha creato possa anche diventare un pochino più moderata nei toni». Certo, prima di tutto occorre sciogliere il nodo della decadenza. «La legge Severino c’è - puntualizza - e siamo anche orgogliosi di averla potuta creare. Va rispettata ci sarà la Giunta. Lo Stato diritto richiede anche il rispetto dei diritti della difesa, dell’accusato e se ci sono approfondimenti legali da fare non vedo perché non siano fatti. Non sarei favorevole a un’amnistia, che sarebbe un po’ una foglia di fico. Altra cosa sarebbe un eventuale provvedimento di clemenza del Capo dello Stato».

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