È una «sentenza allucinante e fondata sul nulla». Così ai microfoni di Studio Aperto Silvio Berlusconi torna a commentare la sentenza di condanna in Cassazione per la vicenda Mediaset. La Cassazione ha infatti depositato, nei tempi previsti dalla legge, le motivazioni della condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni per frode fiscale e dal Pdl e' subito levata di scudi contro una sentenza che contiene un teorema politico e che, si sottolinea, non va, addirittura, rispettata. A definire la sentenza allucinante e' lo stesso ex presidente del consiglio che rompe il silenzio per dire che la ritiene fondata sul nulla, sostenuto dai suoi legali che parlano di motivazioni inesistenti.. Ma intanto si guarda alla Giunta delle elezioni del Senato del dal 9 settembre dovra' discutere il nodo della decadenza dell'ex premier dallo scranno di senatore. Se Berlusconi stesso parla della possibilita' di eliminare il laeder del primo partito italiano con un voto che rappresenta una ferita della democrazia, il Pdl insiste sulla necessita' di un confronto sulla legge Severino. Ma un alt arriva dal Pd che dice: la sentenza e' chiara, ora la parola alla giunta, non ci sono piu' tempi supplementari. Anche i 5 stelle ritengono che vi siano tutti gli elementi per stabilire subito che il Cavaliere non puo' stare in Parlamento. Al momento l'altro partito di opposizione, la lega Nord, non commenta la sentenza e non interviene sul dibattito che guarda a Palazzo Madama. Da parte sua, il premier Enrico Letta, ancora prima che le motivazioni fossero depositate, afferma di non temere che vicende giudiziarie possano incidere sulla vita del Governo e non entra assolutamente nel merito delle questioni. "Se al posto di Berlusconi ci fosse Epifani e io fossi uno dei membri della giunta per le elezioni voterei per mandare le carte alla Corte costituzionale. Lo farei senza nessuna esitazione, senza pensarci nemmeno un attimo. Lo farei perche' attendere una decisione della Consulta renderebbe soltanto tutti piu' sicuri che si sta decidendo la cosa giusta", afferma Francesco Nitto Palma, ex Guardasigilli e oggi presidente della commissione giustizia del Senato. "Verdetti come questo, motivazioni come questa, non solo si criticano ma non si possono rispettare", afferma Luca D'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera e spiega: "perche' i primi a non rispettare certi comportamenti sono proprio coloro che dovrebbero essere e apparire imparziali. E che tali, alla luce dei fatti, non sono". "La giustizia in Italia e' un qualcosa che si piega alle esigenze politiche del momento. Da 20 anni sta dalla parte opposta a quella di Silvio Berlusconi colpevole di avere sconfitto la gioiosa macchina da guerra di Occhetto - 'attacca' Daniela Santanche' - E' urgente una riforma della giustizia, cosi come e' necessario che la giunta per le elezioni non si trasformi nella mutilazione definitiva della democrazia", conclude. No al ricorso alla Consulta perche' sarebbe un atto "inconsulto". No a qualsiasi dilazione e si' alla dichiarazione immediata di decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare. E' la posizione del Movimento 5 stelle, cosi' come la spiega il senatore Mario Giarrusso, avvocato e componente della giunta per le elezioni che il 9 settembre sara' chiamata a sciogliere questo nodo. Per il Pd parla il responsabile giustizia Danilo Leva: "Le motivazioni depositate dalla suprema Corte su cui si fonda la sentenza Mediaset sono chiarissime e non lasciano spazio ad alcuna libera interpretazione, giustificando in pieno la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale di Silvio Berlusconi", dichiara e sottolinea: "ora la giunta per le immunita' al Senato sara' chiamata ad applicare la legge che in uno stato di diritto e' uguale per ciascun cittadino. Non sono previsti tempi supplementari".
Berlusconi: "Non pensino di eliminarmi"
Le motivazioni della setenza della cassazione: ideò e gestì la frode anche fuori da Mediaset
