Politica

Crolla Mediaset, il Cav zittisce i falchi

Il titolo perde il 6,25%. Pesano le incertezze sul governo. E Berlusconi striglia il partito: «Basta dichiarazioni che vengono usate per dividerci»

Berlusconi zittisce il partito. Ma soprattutto i falchi, responsabili, con Daniela Santanché, di aver scatenato un putiferio nel Pdl, di aver irrigidito ancora di più gli interlocutori istituzionali – dal premier Enrico Letta al presidente Napolitano – ma soprattutto di aver innervosito i mercati finanziari che hanno punito il titolo Mediaset: a fine giornata il gioiello di famiglia ieri aveva lasciato sul campo il 6,25 per cento, dopo essere arrivato a perdere quasi il 7. Una giornata nera, nerissima per il Cavaliere che già a metà mattinata aveva capito come stava «girando» la situazione: le troppe incertezze, le continue fibrillazioni con il governo, dopo il vertice di Arcore di sabato, stavano spaventando gli investitori. E il titolo Mediaset ne stava facendo le spese. Così, all’ora di pranzo Berlusconi ha affidato a un comunicato il suo diktat al partito: basta discussioni, basta dichiarazioni in libertà che fanno male a tutti. «In questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche – è scritto nella nota – il dibattito all'interno del Popolo della libertà, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre più spesso alimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa. La passione e l'impegno generoso dei nostri dirigenti e dei nostri militanti, anche negli ultimi giorni, vengono riportati e descritti a tinte forti, quasi fossero sintomi di divisione e di contrasto. Perciò, invito tutti a non fornire, con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta le polemiche e nuoce a quella coesione interna, attorno ai nostri ideali e ai nostri valori, che è sempre stata ed è il tratto distintivo del nostro movimento». Nessun riferimento diretto ma tutti lo hanno hanno letto come un esplicito rimprovero a Daniela Santanché che con la sua intervista a «La Repubblica» rilasciata proprio la sera del vertice di Arcore aveva voluto forzare la mano. Dando già per chiusa l’esperienza di governo e stilando un elenco dei buoni e dei cattivi, dei falchi che avevano vinto la guerra interna e delle colombe sconfitte. Scatenando le reazioni di queste ultime. Un atteggiamento che a Berlusconi non era piaciuto affatto. E del resto la preoccupazione che l’uso di toni eccessivamente forti, il voler andare senza altre mediazioni alla rottura con il governo, potesse alla fine danneggiare proprio le aziende di famiglia era stato il ritornello che a più riprese gli avevano ripetuto i figli, gli avvocati e Fedele Confalonieri che avevano fatto la spola nel fine settimana nella sua residenza milanese. Un pericolo che si è materializzato alla riapertura delle Borse dopo il summit a villa San Martino. Dunque per il momento il Cavaliere vuole abbassare i toni, cercando di capire se questo cambio di atteggiamento possa aprirgli qualche spiraglio in più. Sul tavolo c’è il Consiglio dei Ministri di domani che dovrà decidere l’abolizione dell’Imu sulla prima casa e la cancellazione dell’aumento di un punto dell’Iva, la possibilità che in Giunta per le immunità del Senato si arrivi a un ricorso alla Consulta e infine che il Presidente della Repubblica esamini la possibilità di una grazia. Intanto però il «basta liti» imposto da Berlusconi ha ridato qualche speranza alle «colombe». E scatenato qualche ultima replica velenosa contro Daniela Santanché: «Il primadonnismo, o protagonismo, è una formula che non funziona nel nostro partito – ha commentato la deputata Jole Santelli – Noi un protagonismo ce l'abbiamo già e si chiama Berlusconi e nessuno si può immaginare di prendere il suo posto, nemmeno nei suoi sogni più inconsci. La Santanché arrivata in Forza Italia in momenti successivi ed è chiaro che chi arriva dopo deve stare molto attento a non irritare certe sensibilità. La nostra è una monarchia anarchica e forse non è facile conviverci soprattutto per le ultime leve. Personalmente ritengo sia un errore quando si fa intendere di parlare per conto di Berlusconi. Quando Berlusconi ha qualcosa da dire lo comunica in prima persona. Le decisioni assunte da altri non verrebbero mai accettate. Un consiglio? Facciano tutti un passo indietro». Al fianco della Santanché si è schierato Gianfranco Rotondi: «Il Pdl è unito e la "pitonessa" ha solo difeso Berlusconi con energia. Senza fare paragoni impropri, vorrei ricordare che Aldo Moro nel 1976 difese la Dc e Gui con molta più durezza, scandendo "la Dc non si farà processare nelle piazze"».

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