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La Boldrini replica alle accuse: «Alla Camera meno spese del passato»

Laura Boldrini risponde alle accuse di Lega e MoVimento 5 Stelle. La presidente della Camera era finita nel mirino dopo la pubblicazione di un bando per il restyling del sito internet della Camera...

Laura Boldrini risponde alle accuse di Lega e MoVimento 5 Stelle. La presidente della Camera era finita nel mirino dopo la pubblicazione di un bando per il restyling del sito internet della Camera del valore di 3,6 milioni di euro e per la sostituzione della carta intestata per modificare l’articolo da «Il» a «La» presidente della Camera. «La carta della Camera con l'intestazione "il Presidente" non è stata buttata - si difende lei - non è andato al macero nemmeno un foglio. Tutte le risme già in archivio sono e restano ordinatamente riposte in magazzino, in attesa del prossimo uomo presidente che si occuperà di guidare Montecitorio. Dunque, nessuno spreco, nessuno danno economico». «In questa scelta - continua - c’è la volontà di dare un segnale, così come mi è stato chiesto da tantissime donne, rivendicando, anche attraverso l’articolo, il genere di appartenenza». «La volontà di risparmiare quanto più possibile nell’esercizio dell'attività parlamentare è e resta uno dei miei obiettivi» aggiunge la presidente di Montecitorio, che poi confuta anche l’aumento di spese della Camera rispetto agli anni passati: «È una notizia completamente priva di fondamento. È vero esattamente il contrario: nel 2013 le previsioni di spesa per beni e servizi risultano ridotte di 9 milioni, cioè il 5,47% in meno in rapporto al 2012». Infine, sul costo del nuovo sito della Camera, «è utile sapere che c’è una gara pubblica e trasparente in corso, deliberata alla fine della scorsa legislatura dal Collegio dei Questori di allora, che si svolge in conformità alle regole del codice dei contratti pubblici». «Il bando garantirà altri risparmi - conclude Laura Boldrini - infatti, rispetto alla spesa attuale di 1 milione 389mila euro annui (Iva esclusa), si passerà a spendere al massimo, per il prossimo triennio, 1,2 milioni all’anno (sempre Iva esclusa). Al massimo, perché 1,2 milioni è la base d’asta: ma l’aggiudicazione verrà fatta in base all’offerta economicamente più vantaggiosa. Dunque, è pressoché certo un ulteriore contenimento dei costi. È inutile e dannoso far circolare notizie false e denigratorie verso la presidenza e l’istituzione Camera, in un momento in cui tutti dovrebbero essere concentrati sui veri problemi del Paese».

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