Politica

Service Tax a carico dei più ricchi

Il ministro Delrio spiega la sua proposta «Esentare dall’Imu il 70% dei proprietari»

Sarano soprattutto le case di lusso ad essere colpite dalla nuova Imu mentre per la maggior parte dei proprietari ci sarà un meccanismo di esenzioni. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, rientrato dalle ferie, è al lavoro per trovare la quadratura della spinosa questione dell’Imu. Ieri ha avuto una colazione con il premier Enrico Letta per una prima scrematura delle ipotesi sul tavolo. Il nodo resta quello delle coperture. Al momento c’è una sola certezza: il Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo varerà l’azzeramento della prima rata dell’Imu sull’abitazione principale, quella che è stata sospesa a giugno. I problemi si pongono per la seconda rata di dicembre. Il governo ha davanti a se due opzioni: definire subito la Service Tax facendola entrare in vigore entro l’anno, o rinviare la sua operatività al 2014. La Service Tax dovrebbe inglobare l’Imu e la Tares ma solo per la parte riguardante i servizi essenziali mentre la tassa sui rifiuti resterebbe separata. Ieri al Meeting di Cl, il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, ha spiegato come secondo lui andrebbe rimodulata l’imposta. «La nuova Service Tax dovrà essere pagata dai più abbienti: non possiamo permetterci di buttare 1,5 miliardi di euro». Delrio ha anche precisato che «i criteri della nuova «service tax che dovrà andare a sostituire l'Imu non sono stati definiti» perchè ci sono ancora differenze di impostazione all'interno della maggioranza tra chi vuole una copertura completa per togliere a tutti l'Imu sulla prima casa e chi vuole concentrarsi sul 70% degli italiani e far pagare al 30% dei cittadini che se lo possono permettere». E Delrio è per questa seconda opzione. «Ci sono proprietari che possono pagare qualche centinaio di euro l'anno per avere strade a posto, verde pubblico curato e servizi efficienti». La nuova tassa, assicura, «costerà meno dell'abbonamento alle tv private». Per il ministro bisognerà distinguere due componenti, proprietari e affittuari. E comunque è dell’idea che la questione vada affrontata con la Legge di Stabilità. «Per ora bisogna garantire ai comuni la loro completa autonomia nel 2013 e fare un lavoro serio per le tasse del 2014». Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un sistema di detrazioni in base alla rendita catastale. Si va da quella minima pari a 437 euro per immobili con rendita fino a 650 euro a quella massima di 618 euro per immobili cn rendita oltre 920 euro. Nel primo caso gli immobili esentati dall’Imu sarebbero il 68% del totale mentre nel secondo caso l’88%. Tra questi due estremi ci sono esenzioni di livello intermedio: 508 euro per immobili con rendita catastale fino a 756 euro e 618 per immobili cn rendita fino a 920 euro. Lo scoglio principale è sempre quello delle coperture. Queste esenzioni avrebbero come conseguenza un mancato getito che va da un minimo di 1 miliardo a oltre due miliardi. C’è poi la questione della sospensione dello scatto dell’Iva dal 21 al 22% previsto per il primo ottobre. In tutto si parla di circa 5,4 miliardi da reperire sul bilancio 2013 entro il 31 agosto. Ieri è emersa una convergenza tra il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina e il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta per reperire il miliardo necessario a sterilizzare l'Iva. Entrambi propongono di anticipare al 2013 il pagamento dei debiti arretrati della Pubblica amministrazione alle imprese incrementandolo di ulteriori 10 miliardi di euro. La conseguente fatturazione produrrebbe una maggiore entrata Iva di circa un miliardo, da destinare al congelamento dell'aliquota. All'Economia si sta prendendo in considerazione anche la diminuzione delle agevolazioni fiscali che non hanno ragione di essere. Meno gradite altre ipotesi come incrementi di accise e tagli agli incentivi alle imprese.

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