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Anci all’attacco: non si devono ridurre le risorse per i Comuni

«Le strade per la riforma dell'Imu possono essere diverse, ma la cosa importante per i sindaci è che il risultato finale non sia una riduzione delle risorse per i Comuni». Ne è convinto il sindaco...

«Le strade per la riforma dell'Imu possono essere diverse, ma la cosa importante per i sindaci è che il risultato finale non sia una riduzione delle risorse per i Comuni». Ne è convinto il sindaco di Torino e presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani Piero Fassino (Anci) che, dopo le affermazioni del sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta sulle ipotesi allo studio, sottolinea: «L'importante è che con la riforma i Comuni non abbiano meno risorse di quelle che hanno oggi». Il leader dei sindaci non entra nel merito dell'ipotesi di abolire la prima rata dell'Imu e di far entrare in vigore una tassa modello Service tax: «aspettiamo di vedere» la formulazione, sottolinea Fassino. «Si possono usare molte tecniche, ma il risultato - avverte - non deve essere un'ulteriore riduzione delle risorse per i Comuni». La possibilità di trovare coperture per l'abolizione della rata Imu attraverso una spending review, secondo i sindaci, non deve comportare una nuova sforbiciata per i Comuni perche «per noi - spiega Fassino - non è sostenibile». I primi cittadini aspettano certezze per essere in grado di approvare i bilanci entro il termine fissato del 30 settembre: «Un ulteriore slittamento sarebbe ridicolo - conclude Fassino - quindi i Comuni devono essere messi in condizione di rispettare la data del 30 settembre». E il vicepresidente vicario del’Anci, Alessandro Cattaneo incalza: «Spero che non sia il gioco delle tre carte e che non si tenti di infilare l'Imu dentro la Service tax, sulla casa l'esenzione deve essere totale e a saldo zero per i Comuni, si trovino risparmi su altri capitoli del bilancio dello Stato». Cattaneo sottolinea che «negli ultimi 5 anni i bilanci dei Comuni si sono ridotti di 13 miliardi, nel solo 2013 abbiamo subito tagli lineari per 2 miliardi e trecento milioni, si utilizzino quelli per trovare la copertura necessaria». «Se intendiamo introdurre un'unica tassazione che semplifica e massimizza il rapporto con i cittadini verso l'autonomia e la responsabilizzazione degli enti locali delineate dal federalismo fiscale sono d'accordo - afferma Cattaneo - con la service tax saranno chiari costi e qualità dei servizi erogati e si instaurerà una sana competizione tra le amministrazioni. Non abbiamo problemi ad andare a un'autonomia finanziaria piena, basta trasferimenti nazionali ma ci lascino tutte le entrate» prosegue il primo cittadino del Pdl e sottolinea che comunque «oggi nel calcolo dei trasferimenti statali siamo ancora schiavi della spesa storica, dovremmo adottare finalmente il criterio della spesa standard».

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