Politica

«La grazia al Cav per pacificare il Paese»

Prestigiacomo: «Bella manifestazione, deluso chi s’aspettava toni violenti» Il governo Letta? «Vada avanti ma deve affrontare la riforma della giustizia»

«Sono qui con il presidente Berlusconi, sono passata a salutarlo. Sentiamoci tra poco». Stefania Prestigiacomo ieri, davanti Palazzo Grazioli, nell'afa romana di una domenica d'agosto c'era. Era lì, in mezzo ai sostenitori del Cavaliere, senza se e senza ma, assieme ad altri deputati. Con la gente. Onorevole Prestigiacomo, lei era a via del Plebiscito. Cosa ha provato e come è andata? «È stato un grande abbraccio del suo popolo al Presidente Berlusconi. Che la gente fosse là sotto, in una domenica di agosto, caldissima, beh è qualcosa di straordinario». Ma era una manifestazione pro o contro il Governo? «Tutti quelli che avevano paura che diventasse una manifestazione per creare un clima di guerriglia sono rimasti delusi. Berlusconi, nonostante il dolore che prova e che traspariva, è riuscito a trasformare un momento terribile in un grande momento politico». Ed ora, che la manifestazione è finita cosa vi aspettate? «C’è grande aspettativa nel suo popolo di un atto che gli ridia piena agibilità politica». La grazia? «Sì la grazia». Ma Berlusconi non ne ha parlato? «Lui non ne ha parlato perché chi lo conosce sa che la cosa fa a pugni con la sua storia e con il suo carattere. Ma...». Ma? «Ma c'è un popolo che se l'aspetta, vuole che il suo leader abbia piena agibilità politica. Noi abbiamo il diritto di chiederla, senza forzare la mano a nessuno. Questa pacificazione che si aspettava con il governo di larghe intese non c'è stata. Purtroppo non c'è stata». Forzare sulla grazia non le pare il modo migliore per irritare il capo dello Stato e rompere già fragili equilibri istituzionali? «L'importante è che vi sia un intervento regolatore che consenta al leader del più grande partito del centrodestra di avere agibilità politica. In caso contrario, oltre dieci milioni di italiani si vedrebbero privati della loro rappresentanza». Cosa chiede il Popolo della libertà per continuare a sostenere il Governo di larghe intese? «Il Pdl chiede di ripristinare la democrazia in questo Paese. Poi chiede al governo di governare. Il governo Letta nasce sull'emergenza economica e anche per esigenze di pacificazione. Questo secondo aspetto purtroppo è passato in cavalleria». La riforma della giustizia rientra nella priorità che chiederete al Governo Letta? «Noi mettiamo davanti gli interessi del Paese. Tra questi c'è anche la giustizia che deve essere riformata. Si, deve essere una priorità del Governo Letta. E ribadisco che pretendiamo che il nostro leader abbia piena agibilità politica». Insiste molto su leader e sul «suo popolo», perché? «Il rapporto tra Berlusconi ed il suo popolo è qualcosa di unico. Nessun altro partito ce l'ha. C'è un’empatia che si crea, uno stesso sentire. Alla manifestazione ho visto un Presidente ferito ma capace di cambiare, per la sua gente, un'esperienza dolorosa in qualcosa di positivo». Abbiamo anche visto il ritorno al simbolo di Forza Italia. Dunque, stavolta ci siamo? «Dopo Berlusconi il simbolo di Forza Italia è quello che ha scaldato di più. Evoca le origini, gli inizi. Rimanda al partito del fare, allo spontaneismo contrapposto alla partitocrazia. Lo spontaneismo non c'entra con il teatrino della politica. Io credo che oggi sia la politica a dover ritrovare la capacità di dialogo con l'opinione pubblica, farsi sentire vicina ai cittadini». Berlusconi è insostituibile? «Berlusconi è il leader assoluto, è sempre lui. Nessun partito ha un leader con questa forza carismatica». Onorevole Prestigiacomo, guardiamo a questi giorni tra scorsi: Sandro Bondi ha esagerato nel parlare di guerra civile? O lei ritiene di no? «L'unica esagerazione sta in un uso politico della giustizia che dura da quasi vent'anni, una forma di accanimento giudiziario dagli accenti persecutori e dai fini tutti politici». Ma Silvio Berlusconi di che umore è? «Combattivo e determinato, come sempre. Non si arrende di fronte all’ingiustizia ai suoi danni e alla libertà negata. Continuerà con tutti noi e con Forza Italia la sua battaglia di libertà». L'ex presidente del Senato Renato Schifani ha detto «saremo moderati». Concorda? «Noi siamo politicamente moderati». Faccia una previsione. Adesso cosa succederà? «Fare previsioni è molto difficile. Mi auguro che prevalgano buonsenso e ragionevolezza. Il Pd non può pensare di far pagare al Paese il prezzo delle proprie divisioni interne. Abbiano il coraggio di un chiarimento interno, depongano l'antiberlusconismo e diventino finalmente una sinistra moderna».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.