Mare agitato dentro Scelta Civica. Mario Monti la scorsa notte era pronto a sbattere la porta e lasciare il partito che lui stesso aveva messo in piedi. «Signor notaio, nel verbalizzare che si è deciso di accettare la mia proposta senza procedere ad un voto la prego di aggiungere che il presidente rassegna le dimissioni e se ne va». Più di cinque ore di riunione e alla fine la doccia fredda delle parole di Monti che lascia sbigottiti deputati e senatori del partito. Nessuno riesce a fermarlo, ci provano in tanti, addirittura ostruendogli la strada dell'uscita dalla sala. Si forma un muro contro la sua decisione. Immediato l’invito di ripensare quelle parole, di fare dietrofront. La discussione si era protratta per affrontare il "caso Olivero", il coordinatore di Scelta Civica che ha partecipato venerdì scorso ad un convegno dell'Udc. A parlare con Monti il ministro Mauro, ma soprattutto Alberto Bombassei, con il quale Monti aveva iniziato l'avventura di Scelta Civica al "Chilometro rosso" di Bergamo. Monti ci ripensa, richiama il notaio che accompagna ogni seduta d'assemblea del partito dalla sua fondazione e dice: «la prego di riconsiderare le mie parole e la mia intenzione di non rassegnare le dimissioni». Una forzatura che ha portato tutti ad analizzare la situazione che si è venuta a creare dentro il partito. Serve «un forte spirito di coesione», finché c'è questo spirito «sono disposto a restare», racconta Monti dopo lo strappo iniziale. L’aplomb del Professore, osservato in giro in tutto il mondo, dentro al Governo, quando cercava di tenere insieme l’Italia sotterrata dallo spread sembra ormai scomparso. Scelta Civica è spaccata e il rischio è che non ci sia possibilità di mettere insieme i cocci. L’area cattolica è sempre più lontana e nei prossimi giorni sarà importante la mediazione di Mario Mauro tra le diverse anime di Scelta civica. Andrea Olivero non è più il coordinatore politico del partito, le decisioni saranno prese in modo collegiale attraverso Comitato di Presidenza fino allo svolgimento del Congresso, al quale spetterà l'elezione di tutte le cariche di Scelta Civica. La forte spaccatura della scorsa notte, di fatto, segna anche la denitiva divisione tra Scelta civica e Udc. «Ieri sera è nata Scelta Civica. Sembrerà un paradosso, ma è stato proprio il dibattito serio, franco - anche duro e senza sconti - di ieri sera a fare chiarezza».. Lo ha affermato in una nota il deputato di Scelta Civica Mariano Rabino. «Dopo tante incertezze Scelta Civica esca in mare aperto, si liberi definitivamente di tante zavorre, a partire dal rapporto ormai ambiguo e confuso con l' Udc, e diventi il partito degli italiani, che vogliono un Paese moderno, competitivo, solidale e protagonista a testa alta nel mondo - ha esortato - Scelta Civica diventi il partito della crescita e del lavoro, e su questo fondi la sua permanenza e il suo sostegno al - governo Letta. Sotto la guida di Monti, Scelta Civica torni all'attacco di ogni conservatorismo: di destra e di sinistra». Basi e presupposti potrebbero esserci, il difficile e guaradre avanti nella consapevolezza che la notte di ieri possa essere catalogata come incidente di percorso.Mario Monti ha dettato ancora una volta le sue regole. Chiede collaborazione, senza troppi colpi di testa.
Me ne vado, anzi no La giravolta di Monti
L’ex premier pronto a lasciare Scelta Civica Poi Bombassei lo convince a continuare
