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Niente custodia cautelare agli stalker. Donne in rivolta

Svuota carceriUn emendamento approvato a Palazzo Madama scatena l’ira delle deputate. Il testo verrà modificato alla Camera

Ancora polemiche sul decreto svuota carceri, approvato al Senato e che oggi pomeriggio inizierà il proprio iter alla Camera con la pregiudiziale al decreto. Due emendamenti approvati a Palazzo Madama, infatti, potrebbero far decadere la custodia cautelare per il reato di finanziamento illecito ai partiti e per lo stalking. Nel primo caso, la decadenza della carcerazione preventiva per il finanziamento illecito ai partiti è l’effetto di un emendamento presentato dal gruppo Grandi Autonomie e Libertà che esclude la custodia cautelare in carcere anche per chi rende falsa testimonianza davanti ai giudici. A presentare l’emendamento, con il parere favorevole del governo e votato da tutta la maggioranza, è stato il senatore Lucio Barani (nuovo Psi). La nuova norma porta il tetto degli anni di pena entro i quali scatta la custodia cautelare in carcere da 4 a 5. Questo significa che se il reato prevede una pena inferiore a 5 anni, la custodia cautelare non si può applicare. È il caso del reato di finanziamento illecito dei partiti per il quale è prevista una pena massima fino a 4 anni. Stessa pena prevista per l’abuso di ufficio. Ma il medesimo emendamento del senatore Barani è applicabile anche allo stalking, reato per il quale è prevista come pena massima la detenzione fino a 4 anni. Una circostanza, questa, che manda su tutte le furie la portavoce del gruppo Pdl alla Camera, Mara Carfagna che, da ministro alle Pari Opportunità, si battè per approvare la legge contro lo stalking. «Una modifica aberrante - commenta la Carfagna - Alla Camera presenterò un emendamento affinché anche per gli stalker scatti la custodia cautelare. Le tragiche vicende di cronaca degli ultimi giorni, evidentemente non sono sufficienti per far comprendere a certi legislatori la gravità sociale del problema». Sulla stessa posizione dell’ex ministro, anche la presidente della commissione Giustizia di Montecitorio Donatella Ferranti (Pd), che assicura: «Durante l’esame alla Camera correggeremo le modifiche fatte al Senato perché giudichiamo impensabile che non sia prevista la custodia cautelare per il reato di stalking». «L’obiettivo di far scattare la custodia cautelare per i reati punibili con un minimo di 5 anni di reclusione ha aspetti lodevoli ma non può essere realizzato senza valutarne le conseguenze nei vari casi - prosegue la Ferranti - O si torna ai 4 anni o si prevedono specifici reati per i quali sia comunque prevista la custodia cautelare e tra essi deve rientrare anche quello di stalking». La modifica del testo alla Camera renderebbe necessario il ritorno del decreto svuota carceri in Senato. Tra le deputate c’è la volontà bipartisan di reintrodurre la custodia cautelare per lo stalking, reato peraltro che ben si presta a reiterazione, uno dei tre requisiti - insieme a pericolo di fuga e inquinamento delle prove - per la carcerazione preventiva. «Il decreto è finalizzato a introdurre pene alternative al carcere per ridurre la pressione insostenibile dell’affollamento nei penitenziari - dicono le senatrici Pd Anna Finocchiaro, Valeria Fedeli, Monica Cirinnà, Emma Fattorini, Rosa Maria Di Giorgi, Rita Ghedini e Pina Maturani - È evidente che si tratta di ricorrere di più per gli imputati in attesa di giudizio agli arresti domiciliari. Ma è chiaro che si deve discernere bene tra i diversi reati e in nessun caso può essere ammissibile che uno stalker attenda il giudizio agli arresti domiciliari, perché si tratta di una contraddizione in termini ed è assolutamente prioritario allontanare l’aggressore per proteggere la vittima. Nessuno ha mai pensato di favorire un reato così odioso. È necessario correggere la norma: le nostre deputate presenteranno alla Camera emendamenti». Una tesi sostenuta dalle esponenti Pdl. Per Deborah Bergamini bisogna eliminare «un errore macroscopico». Anna Grazia Calabria chiede allo Stato «di schierarsi dalla parte delle vittime» di stalking. Per risolvere la questione il Pdl ha presentato un emendamento - a firma dei deputati Costa, Sisto, Carfagna e Chiarelli - per aumentare fino a 5 anni la pena per lo stalking e far così rientrare il reato tra quelli per cui resta la carcerazione preventiva.

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