Politica

Marino d’accordo con riserva «Rivedere i modi di adesione»

Il Campidoglio: sbagliato il criterio dei Comuni confinanti

Si dice «d’accordo sull’impianto della legge» ma non nasconde alcune perplessità. Il sindaco di Roma Ignazio Marino alla riunione del Consiglio dei Ministri per l’abolizione delle Province e la riforma delle Città Metropolitane, pone essenzialmente due perplessità: i termini temporali e le modalità per l’adesione dei Comuni al nuovo ente territoriale. «I Comuni - dice Marino uscendo da Palazzo Chigi - dovranno aderire alla Città Metropolitana entro il 28 febbraio 2014. Ma questa data deve essere un termine dinamico per permettere ai Comuni più lontani e non confinanti di avere tempo a disposizione per l’adesione. Nella sostanza sono d’accordo sull’impianto della legge sulle Città Metropolitane - aggiunge - Però devono essere meglio precisati i termini di eventuali adesioni a Roma Capitale, entro febbraio 2014, dei vari Comuni». «Così come è scritto nella legge - spiega il sindaco di Roma - un Comune può aderire solo se confinante con gli altri Comuni che hanno già aderito. Però, in questo modo, ci sarebbero dei Comuni che rimarrebbero esclusi. Bracciano non potrebbe aderire senza la precedente adesione di Anguillara e Fiumicino. Ma credo che i nostri rilievi manifestati saranno accolti». Rilievi che, spiega Marino, sono strettamente connessi «alla complessità geografica della Provincia di Roma». L’impianto generale della legge, infatti, lascia ai singoli Comuni dell’area metropolitana la facoltà di aderire o no alla Città Metropolitana. Tuttavia, in base al criterio del Comune confinante, «alcuni Comuni non confinanti con la Città metropolitana che vorrebbero aderire non possono farlo perché altri Comuni confinanti non hanno aderito. Questo ovviamente limiterebbe la libertà di scelta dei singoli Comuni». Una tesi che trova terreno fertile sui territori. Ad esempio a Valmontone. Il vicesindaco Eleonora Mattia dice di apprezzare i rilievi del Campidoglio e chiede di valutare bene i termini di adesione. Nel caso di Valmontone, il parco divertimenti Rainbow Magicland, noto come parco di Roma Valmontone «è il terzo sito turistico più visitato della Capitale dopo il Colosseo e il Vaticano. È chiaro che a noi interessa il dialogo con Roma, soprattutto dal punto di vista turistico. Ma la nostra adesione non può essere certo subordinata a quella di Labico e San Cesareo». Per Marino, poi, la creazione della Città Metropolitana e l’abolizione delle Province, «nell’immediato non genererà un risparmio così netto ma progressivamente, se tutti i Comuni verranno integrati nella Città Metropolitana, i compiti della Provincia decadranno ed essa sarà dismessa. Ciò porterà a significativi risparmi, ma accadrà nel giro di periodo di tempo molto lungo». Ma cosa prevede il disegno di legge per Roma? Le Città Metropolitane, già previste nel nostro ordinamento dalla legge 142 del 1990, inserite nel Tuel e nella Costituzione ma mai decollate, sono dieci enti territoriali di secondo livello con funzioni di programmazione e pianificazione dello sviluppo strategico, coordinamento, promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione. Oltre a ereditare le funzioni delle Province, le Città Metropolitane hanno funzioni di pianificazione territoriale, promozione dello sviluppo economico, mobilità e viabilità, ferme restando le competenze delle Regioni. Alla Città Metropolitana vengono trasferiti patrimonio, risorse e personale della Provincia. Il sindaco metropolitano è il sindaco del. Il Consiglio è costituito dai sindaci dei Comuni con più di 15mila abitanti e dai presidenti delle Unioni dei Comuni con 10mila abitanti. Nove Città metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria) si costituiscono già dal 1° gennaio 2014 per dar vita allo statuto e al 1° luglio 2014 diventano operative e sostuiscono le Province, assorbendone le funzioni subentrandovi come enti di secondo grado. Per la Città Metropolitana di Roma varrà una disciplina speciale. Anche la Capitale assume natura giuridica e funzioni di Città Metropolitana e il primo cittadino diventa anche sindaco metropolitano. I Comuni della provincia confinanti con Roma possono deliberare di aderire alla Città Metropolitana. La Provincia di Roma come ente di secondo livello sarà in funzione limitatamente al territorio residuo.

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