Alta tensione stamani alla Camera, dove è ripresa la seduta fiume avviatasi ieri sera e proseguita in notturna sino all’alba per l'ostruzionismo M5S sulla fiducia al dl Fare. Renato Brunetta legge un passo di una dichiarazione della deputata del Movimento 5 Stelle Ruocco, che lo definisce tra l'altro «alfiere del partito unico del malaffare», e chiede alla Presidenza una censura, riservandosi di tutelare la propria onorabilità nelle sedi proprie. Laura Boldrini, che presiede i lavori, prende atto e deplora i toni. Ma subito dopo è lo stesso capogruppo Pdl a riprendere la parola e, con foga, a ricordare che «io le chiedo una censura, visto che né io né lei ci siamo accorti di queste parole, ma ora c’è un verbale che le fissa». Qui la Boldrini ferma l’esponente Pdl ricordandogli con fermezza che «neanche questo tono mi piace, neanche questo è un tono proprio. Lasci a me decidere di fare cosa mi concerne. Vedrò il verbale e mi regolerò di conseguenza». Poco dopo Laura Boldrini ha dichiarato «oggettivamente inappropriato per quest'Aula e offensivo, e dunque censurabile» il linguaggio lamentato da Renato Brunetta da parte della deputata M5S Ruocco. La presidente della Camera ha poi rinnovato «veramente a tutti, l'invito, nonostante questa fase concitata, a adottare un linguaggio consono a un'Aula parlamentare». Poi la Boldrini è tornata sullo scatto del capogruppo Pdl, ribadendo che «non ho ritenuto neanche appropriato il tono e il modo con il quale, presidente Brunetta, lei si è rivolto nei miei confronti. Inviterei quindi, anche in questo caso, a riflettere non rispetto a me personalmente ma rispetto alla Presidenza, se vogliamo parlare di buone maniere. Capisco la sua indignazione ma credo che anche la forma vada salvaguardata». La deputata del M5S ha poi spiegato, a Radio24, che il suo discorso non era riferito a Brunetta. «Non volevo riferirmi a situazione personali, la mia era un'opinione espressa durante la funzione del mio mandato, riferito non a persone ma ad un governo che riteniamo delle larghe intese e degli inciuci». Quindi lei non voleva colpire Brunetta? «E perché ce la dovrei avere con una persona in particolare? - spiega Ruocco - abbiamo sempre espresso questa opinione su quest'accordo tra Pd e Pdl che abbiamo visto sempre come un inciucio. Io non ho detto che è il Pdl il malaffare, nel testo è chiaro affare, malaffare, larghe intese e inciucio. Larghe intese non è il 'Pdl', è chiaro che è riferito ad un governo e a una coalizione». Come si sente ad essere censurata? «Come mezz'ora fa».
Scontro Brunetta-Boldrini: «Censuri il M5S». «Sì ma usi toni consoni»
Il capogruppo del Pdl ha chiesto un intervento contro una frase che lo definiva «alfiere del partito unico del malaffare». La difesa della deputata: "Non volevo riferirmi a situazioni personali"
