Politica

«Gardini? Un coitus interruptus»

Il «dipietrese» è ormai diventata lingua corrente. Ma quando si tratta di certi argomenti, pur avendoci fatto l’abitudine, è difficile non sobbalzare sulla sedia. Ieri l’ex magistrato di Mani Pulite...

Il «dipietrese» è ormai diventata lingua corrente. Ma quando si tratta di certi argomenti, pur avendoci fatto l’abitudine, è difficile non sobbalzare sulla sedia. Ieri l’ex magistrato di Mani Pulite Antonio Di Pietro ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera . L’occasione è l’anniversario, domani, del suicidio di Raul Gardini (morì il 23 luglio del 1993). Un suicidio legato alla stagione di Tangentopoli di cui proprio Tonino fu protagonista assoluta. E infatti il fondatore dell’Idv rivive quei momenti e racconta: «Per me fu una sconfitta terribile». Motivo di «vero, grande rammarico». Due le ragioni: «La prima è che quel 23 luglio Gardini avrebbe dovuto raccontarmi tutto. La seconda è che Gardini lo potevo salvare arrestandolo la sera del 22. Ma avevo dato la mia parola agli avvocati che lui sarebbe arrivato in Procura con le sue gambe, il mattino dopo». Per Di Pietro «fu un suicidio d’istinto, un moto d’impeto, non preordinato. Coerente con il personaggio, che era lucido, razionale, coraggioso. La sua morte per me fu un colpo duro e anche un coitus interruptus ». Stavolta Tonino ha un po’ esagerato con il «dipietrese».

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