Politica

E Roma rischia di «buttare» oltre un miliardo

Bruxelles ha concesso una deroga alla Regione Lazio. Entro l’anno vanno spesi 433 milioni

Oltre un miliardo (1.157 milioni di euro) da spendere nel Lazio e a Roma entro il 2015; di questi, 433 milioni di euro devono essere impiegati entro dicembre 2013. È l'ultima deroga che Bruxelles ha concesso alla nostra Regione per spendere i fondi strutturali europei. Ma paradossalmente nonostante le imprese continuino a chiudere i battenti, i fondi restano inutilizzati con il rischio che l’Unione europea riprenda i soldi e li distribuisca ad altri Paesi. A fare il punto sulla situazione è Andrea Del Monaco, esperto di fondi europei e consulente su questo tema di alcune Regioni oltre ad aver collaborato con il secondo governo Prodi. Innanzitutto i fondi sono per metà dell’Unione europea e per metà del cofinanziamento nazionale. L’Italia è un contribuente netto della Ue: al bilancio europeo dà più di ciò che riceve. «La programmazione 2007-2013 della Regione Lazio, modificata dall’ex Ministro Barca, prevedeva per il POR (Programma Operativo Regionale) FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) 736,9 milioni» spiega Del Monaco che sottolinea come di questi ne siano stati spesi al 31 maggio 2013, solo 320,4. «I restanti 416,5 milioni dovrebbero essere impiegati entro il 31 dicembre 2015 e di questi 178,2 vanno spesi e rendicontati entro il 31 dicembre 2013. Altri 730,5 milioni vengono dal POR Fse (Fondo Sociale Europeo). La Regione Lazio ne ha spesi al 31 maggio 2013 solo 328,2 milioni: quindi entro fine 2015, deve spenderne 402,3 e di questi 176,4 entro il 2013. Altro canale è il Fondo europeo di sviluppo rurale per il 2007-2013: dei 700,3 milioni a disposizione ne sono stati spesi solo 362,1 milioni». La perdita di questi fondi è un danno grave per l’economia della regione oltre che nazionale. I soldi europei infatti sono destinati alla formazione professionale, alla raccolta differenziata dei rifiuti e al sostegno alle imprese, all’innovazione tecnologica e alle infrastrutture regionali che servono per aumentare la produzione industriale. L’ostacolo all’utilizzo di tali fondi è rappresentato dall’«atavica incapacità amministrativa delle Regioni». Del Monaco sottolinea che «il Lazio è con il Piemonte la più lenta regione del centronord nell’impiego dei fondi (come risulta dal sito del Ministero guidato da Trigilia)». Incide anche la «mancanza di un progetto di sviluppo strategico sul sistema produttivo del Lazio». Nelle altre regioni del Nord Europa «chi programma, decide i beni da produrre, le filiere della ricerca necessarie a sostenere la produzione». Alla ricerca Bruxelles ha destinato complessivamente 52 miliardi. «La lentezza nella spesa è vistosa» dice Del Monaco e mette in evidenza un altro fenomeno. «C’è una mortalità delle domande italiane per progetti di ricerca finanziati da Bruxelles pari al 90%. Su dieci progetti presentati, 9 non vengono approvati». La causa? «Spesso mancano le competenze per presentare i progetti e renderli vincenti».

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