Sembra un po’ la storia della volpe e l’uva. Non ci arrivo? Poco importa, tanto era acerba. Gianroberto Casaleggio dopo un vita nell’ombra sembra aver fatto pace con i riflettori di una notorietà inattesa. Nel giro di qualche mese il guru del MoVimento 5 Stelle ha rilasciato un’intervista (botta e risposta tramite mail) all’inserto Lettura del Corriere della Sera . Poi ha accompagnato Beppe Grillo al Quirinale. E, dulcis in fundo, ha rilasciato una nuova intervista (stavolta faccia a faccia) al mensile Wired Italia , versione nostrana della «Bibbia di Internet» nata negli Usa nel 1993. Il dialogo sarà in edicola a fine luglio, ma ieri sono state fornite alcune anticipazioni. Anzitutto logistiche. L’intervista, infatti, è stata realizzata da un americano: l’esperto di media digitali e autore di libri di fantascienza Bruce Sterling. Ma, cosa ben più importante, è stata realizzata a «casa» del guru che, per la prima volta, ha aperto le porte dei suoi studi milanesi. Quanto alle anticipazioni «di contenuto» Casaleggio analizza la situazione politica e gli obiettivi del suo movimento. Da qui la storia delle volpe e l’uva. Perché prima parla del futuro («Andare al governo è l’unica cosa che conta. Ci andremo da soli anche grazie alla disgregazione che stanno vivendo per motivi diversi le altre forze politiche. Ci andremo con il 51%»), poi del recente passato. Cioè le elezioni amministrative di maggio che hanno fatto registrare un calo significativo dei consensi del M5S. «Era tutto previsto, abbiamo voluto perdere - spiega il guru -. Avremmo potuto prendere più voti aumentando il numero di liste, potevano essere il quadruplo, tante erano le richieste arrivate. Ma abbiamo preferito affrontare le elezioni solamente con le liste radicate sul territorio da almeno un paio di anni». Poi un aneddoto sulle Politiche di febbraio: «Una settimana prima del voto, nei nostri uffici lanciammo una scommessa sui risultati del MoVimento e fui l’unico a dire che saremmo stati il primo partito. Se non è accaduto è stato perché viviamo in un Paese come l’Italia in cui i media e i partiti coincidono. Senza la televisione, che influenza il voto come nessun altro mezzo, avremmo preso il 40%». Il guru aggiunge quindi che, secondo la sua idea, il governo dovrebbe essere digitalizzato: «L’80% della burocrazia è senza senso. Il 50% della restante burocrazia utile può essere cancellato dall’uso della rete. Il parlamentare è l’esecutore del volere della collettività. Per questo ogni decisione importante va sottoposta a referendum. Un discorso a parte va, invece, fatto per la magistratura: il potere giudiziario deve mantenere la sua indipendenza». E esplicita il suo concetto di democrazia compiuta: «Un sistema in cui tutti hanno gli stessi diritti civili e in cui ognuno partecipa al bene comune e lo fa perché è giusto. Se fosse così oggi l’Italia sarebbe un paese migliore». Entusiata il commento di Sterling: «Nessun altro al mondo è riuscito a fare con tanta efficacia e su scala così vasta quello che lui ha fatto in Italia. Ma non c’è nulla di nascosto, di misterioso o di magico in tutto questo. Il suo attivismo digitale probabilmente è la cosa meno misteriosa della politica italiana. È l’unico a dire le cose belle che la maggior parte degli elettori di norma vorrebbe sentire».
Casaleggio fa il comico: «Abbiamo perso apposta»
Wired Italia intervista il guru del M5S: «Prevista la sconfitta alle amministrative»
