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Fantinati: «Basta con le polemiche. Ora togliamo l’Irap alle imprese»

Alberto Di Majoa.dimajo@iltempo.it È un ingegnere, ha 38 anni, lavorava in un’azienda tedesca specializzata nel fotovoltaico. Ora è capogruppo del MoVimento 5 Stelle in commissione Attività...

È un ingegnere, ha 38 anni, lavorava in un’azienda tedesca specializzata nel fotovoltaico. Ora è capogruppo del MoVimento 5 Stelle in commissione Attività produttive alla Camera. Mattia Fantinati ha presentato la legge per abolire l’Irap. Mette subito le cose in chiaro: «Voglio parlare delle imprese e di come far ripartire l’economia e non dei problemi di una persona sola per cui il Pdl voleva bloccare il Parlamento per tre giorni e il Pd gli ha accordato un giorno solo. Non mi interessano le polemiche dei partiti». D’accordo onorevole Fantinati, ma avrà bisogno anche di loro per approvare la sua proposta di legge. Cosa prevede il testo? «Cancella l’Irap alle microimprese, che rappresentano il 94% delle aziende italiane e sono quelle che ci hanno tenuto in piedi durante la crisi. Abbiamo presentato il testo una settimana fa, spero che lo discuteremo presto». Dove prenderete i soldi per finanziare l’operazione? «C’è un rapporto elaborato da Giavazzi, chiuso in un cassetto e che il ministro Saccomanni ha annunciato che riprenderà in mano. Il dossier sostiene che finanziamenti e contributi vari previsti per le imprese ammontino a 35 miliardi di euro. Si tratta di soldi che spesso gli imprenditori non vedono nemmeno, considerate le difficoltà burocratiche per ottenenerli. Gli imprenditori, invece, più che fondi a pioggia vorrebbero un abbassamento delle tasse. Quello sì che sarebbe un provvedimento importante. Anche perché, come spiega bene Giavazzi nel suo studio, è inutile finanziare la produzione di un bene in un mercato ormai non in grado di assorbire quel bene. Si può finanziare quanto si vuole ma l’economia non riparte in questo modo. Purtroppo non tutti i fondi si possono recuperare». Dunque? «Sono 3,5 miliardi quelli che si possono utilizzare concretamente e subito. La proposta del MoVimento 5 Stelle è di finanziare con questi soldi l’abolizione dell’Irap per le microimprese, quelle che hanno meno di dieci dipendenti, con un fatturato di un paio di milioni di euro. Tra l’altro in questi anni di crisi le microaziende hanno tenuto unite le famiglie, visto che in molti casi si tratta di società in cui lavorano genitori, figli e altri parenti». Ha trovato deputati che condividano la sua proposta di legge? «In campagna elettorale il Pdl proponeva di abolire l’Irap. Mi sembra che anche Scelta Civica lo sostenesse e che il Pd non era lontano da questa idea. Vedremo se condivideranno concretamente la mia proposta di legge. Non sono al governo e non posso decidere di non comprare gli F35 e usare quei soldi per togliere a tutti una tassa ingiusta che colpisce la produzione e che anche le aziende in perdita devono pagare. Purtroppo non può decidere autonomamente il MoVimento 5 Stelle. Tuttavia questa proposta di legge si "autofinanzia" e dunque non dovrebbe suscitare perplessità. Dedicherò la prossima settimana a cercare colleghi che firmino il testo». Tanti imprenditori hanno votato il MoVimento 5 Stelle, soprattutto nella sua regione, il Veneto. Perché non si rispecchiano più nei partiti tradizionali? «Noi siamo liberi da lobby, non dobbiamo portare avanti interessi di parte. Ho preparato questa legge semplicemente parlando con gli imprenditori. Il weekend torno in Veneto, prendo la macchina e vado ad ascoltarli, a parlare con loro. Quando non si ha esperienza parlamentare, come nel mio caso, si deve ascoltare chi sta sul campo».

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