Il Pdl fa quadrato intorno al suo leader. In attesa del giudizio della Cassazione, i fedelissimi del Cavaliere tengonio i toni bassi, come gli ha chiesto Berlusconi. «La speranza di vita del governo Letta è agganciata alla capacità dell'esecutivo di mettere in atto misure di normalizzazione de Paese» dice il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. «Dobbiamo fare riforme costituzionali e affrontare i nodi che i cittadini italiani ci chiedono: l'alleggerimento della pressione fiscale e l'abolizione dell'Imu. Dopodiché si tornerà ad una situazione, spero, di agibilità politica dove il Pdl sarà in campo con il suo leader e il Pd con il proprio. Il nostro è Silvio Berlusconi». Scende su un altro piano il sottosegretario Michaela Biancofiore (Pdl): «Berlusconi non è come lo dipingono i media. È una persona perbene, una persona pulita e sicuramente innocente. Dovrebbe fare yoga come faccio io per far scendere il diaframma e respirare meglio. Glielo dico sempre» dice a «La Zanzara» su Radio 24. «Un po’ di meditazione - aggiunge - serve per avere la mente più lucida. Non deve farlo con me ma con la sua fidanzata o con la mia professoressa che è eccezionale, si chiama Patrizia. Berlusconi purtroppo non è un tiranno - dice ancora la Biancofiore - altrimenti l'Italia sarebbe andata meglio in questi 20 anni. È una persona che invece cerca sempre la conciliazione, una persona buona ed educatissima, anche troppo». Spiega Elena Centemero (Pdl): «Non è una scoperta per nessuno di noi che il presidente Berlusconi abbia da sempre a cuore, fin da quando scese in politica nel 1994, il bene del Paese. La fondazione di Forza Italia, prima, e del Popolo della Libertà, poi, hanno sempre avuto come obiettivo la crescita liberale dell'Italia e la sua modernizzazione, tanto nelle istituzioni quanto nella visione culturale. Ora - prosegue - l'invito del presidente Berlusconi a continuare a sostenere questo governo nonostante ciò che sta accadendo, deve far riflettere tutti: il Pdl, affinché resti unito intorno al suo leader e lasci da parte le diverse posizioni personali, e il Pd dal quale, per il bene della vita democratica, ci aspettiamo un definitivo e univoco riconoscimento dell'importante ruolo politico e della levatura di grande statista del presidente Berlusconi». Il deputato Alessandro Pagano va sulla stessa scia: «Nonostante la persecuzione giudiziaria, il fango e le offese dirette alla sua persona, da ultimo le indegne parole di Massimo Cacciari, Silvio Berlusconi sta reagendo da grande uomo e grande leader, dimostrando una volta di più di essere un grande statista per il quale al primo posto viene il bene del Paese. In queste ore drammatiche in cui il sistema Paese rischia di indebolirsi al punto da "collassare" e non riuscire a fronteggiare nuovi attacchi speculativi e in cui la stessa democrazia subisce un vulnus irreparabile, il presidente Berlusconi sta infondendo a noi tutti la forza e il coraggio per portare a termine la missione politica che con i nostri elettori ci siamo impegnati a condurre». Il filosofo Massimo Cacciari aveva detto: «Cinicamente, mi auguro che lo assolvano da tutto, perché tanto, politicamente, è una persona che ci siamo gia' tolto dalle palle». Frontale come sempre, Cacciari dai microfoni di Radio Città Futura ha spiegato: «È evidente che la richiesta di salvataggio di Berlusconi è una domanda irricevibile da parte di Napolitano, da qualsiasi Capo di Stato, in qualsiasi Paese del mondo». Tornando al leader Pdl, l'ex sindaco di Venezia ha aggiunto che «con rispetto parlando, è evidentissimo che la sua stagione è finita ma che non ci travolga tutti nella sua fine, nel suo tramonto, nella sua catastrofe». Ci ha pensato il ministro Lupi a difendere il Cav. Dicendosi convinto che «la Cassazione assolverà Berlusconi», Lupi ha ribadito come «ciò che sta accadendo è un problema della democrazia del Paese e non del governo e i due punti non sono sovrapponibili». Netto Maurizio Gasparri: «Ritengo che se Berlusconi venisse escluso dalla politica del Paese, noi dovremmo chiedere delle elezioni e la nostra arma sono le dimissioni collettive, a quel punto il Capo dello Stato sarebbe quasi obbligato a sciogliere le camere».
Il partito difende Silvio e avverte i Dem
ReazioniLupi: «Il processo all’ex premier riguarda la democrazia nel nostro Paese» E Gasparri: «Se venisse condannato daremo le dimissioni e andremo alle elezioni»