Politica

«Basta personalismi o si delude l’elettorato»

«Abbiamo dato mezza giornata perché un grande gruppo politico facesse un’assemblea. È successo molte volte». L’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, arriva a Bologna alla festa del partito ed è...

«Abbiamo dato mezza giornata perché un grande gruppo politico facesse un’assemblea. È successo molte volte». L’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, arriva a Bologna alla festa del partito ed è subito costretto ad affrontare le critiche di militanti per il via libera dato dal Pd alla richiesta del Pdl di sospendere i lavori parlamentari. «Il punto - ha spiegato l’ex leader democratico - è chiedere con forza che facciano pur la loro riunione, ma ci dicano, alla fine cosa vogliono fare. Non possiamo andare a sindacare se gli diamo o no un’assemblea a seconda di quello che dicono». Bersani, però, una stoccata al Pd la tira: «Le sentenze si rispettano, bisogna scindere il tema delle sentenze dal tema del governo del paese. E la destra - avverte - deve essere in grado di dimostare che riesce a scindere i due temi e dimostrarlo subito». Basta insomma col «tira e molla su questo Governo», così «non funziona». Per ottenere il risultato e mandare avanti il Governo Letta il Pd deve rimanere «unito», avvisa Bersani. «Credo che come Pd dobbiamo dire alla destra che il paese ha bisogno di essere governato, che hanno fatto un patto. Adesso ci dicano cosa vogliono fare». Non ci sono solo problemi esterni. Da affrontare è soprattutto la lacerazione nel Pd: Bersani piccona «l’eccesso di personalizzazione» quanto quello di «faziosità» che rischia di travolgere, a suo avviso, anche il Partito Democratico. L’ex segretario parla per meno di venti minuti. Nemmeno nomina Renzi ma è evidente che parla anche e soprattutto di lui. Intanto, Bersani chiede un dibattito congressuale «libero e che parta dai territori senza predisposizione di candidature nazionali prima che si siano svolti i congressi provinciali e regionali». Obiettivo, proprio tenere a bada l’eccesso di «personalizzazione», anche in una regione dove il partito esiste ancora. «Queste sono zone in cui questa idea forte di collettivo, di comunità, di partito c’è». Il partito che tratteggia Bersani è un partito «dove i singoli non si mettono davanti alla loro comunità e alla loro missione». Un partito, sottolinea ancora l’ex segretario, «non è uno spazio politico dove ognuno corre la sua cavallina. Io sono moderatamente bersaniano, a me van bene tutti, non ce l’ho con nessuno ma devono stare dentro una logica e riconoscersi in una comunità che si chiama Pd». A fine intervento, Bersani puntualizza i termini della sua proposta sullo svolgimento del congresso. «Sarebbe molto utile, come ha detto Epifani, che ci fosse una fase libera, nella quale i congressi territoriali si potessero svolgere al riparo della contesa delle candidature nazionali. Per mettere in movimento le energie e non vincolarle ad un dibattito che rischia di essere troppo personalizzato».

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