Politica

Schifani: se condannano Silvio non resteremo al governo

Il presidente dei senatori Pdl: «Difficile continuare nell’esecutivo se restiamo acefali». Il capogruppo alla Camera Brunetta: «Ieri abbiamo chiesto solo una pausa di riflessione, nessun atto eversivo. L’Aventino non lo faremo mai»

«Mi sembra difficile che un partito reso acefalo possa continuare la sua esperienza di governo». Così Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, ai microfoni di «Radio Anch'io», risponde alla domanda se il partito resterà al governo in caso di condanna definitiva di Silvio Berlusconi al processo Mediaset e rimette in discussione la tenuta dell’esecutivo. Allo stato attuale, «responsabilmente, il Pdl distingue i diversi piani» del governo e delle vicende giudiziarie di Berlusconi, ma una condanna del Cavaliere «non potrebbe non avere ripercussioni sulla tenuta della coalizione» e «riflessi sul governo». Inoltre, un’eventuale condanna, «offrirebbe un’immagine diversa, deturpata, di quello che lui è stato in questi vent’anni: una persona coraggiosa, che crede nei valori e negli ideali. E non la persona che si vorrebbe definire attraverso le sentenze». Ma con Berlusconi e Alfano «non ne abbiamo mai discusso perchè rifiutiamo in radice l’ipotesi di condanna», ma di fronte ad un «epilogo finale che vedesse Berlusconi condannato e interdetto dai pubblici uffici il quadro cambierebbe». Resta la necessità, come è emerso dalla riunione di ieri dei gruppi parlamentari, di «portare sul territorio, attraverso incontri e riunioni, un’informazione puntuale e dettagliata del momento che stiamo vivendo, del passaggio politico che è in atto», conclude Schifani. Il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta assicura però che il partito non comirà «atti eversivi». Parlando con i cronisti alla Camera, Brunetta spiega: «Ieri abbiamo chiesto una pausa di riflessione. Non è stato un atto eversivo. È come un congresso, quando ci sono i congressi di partito si sospendono i lavori parlamentari, l’Aventino non lo faremo mai. Mai ritirarci dalla politica, semmai rilanciarla». C’è stata una frenata rispetto alle iniziative del Pdl dopo la decisione della Cassazione sul processo Mediaset? «Assolutamente no. Ieri abbiamo rappresentato al Paese il pericolo di un attacco alla vita democratica di chi vuole eliminare per via giudiziaria uno dei leader di questo paese». «Siamo pronti - aggiunge Brunetta - a una riflessione forte dopo il 30 di luglio. Noi pensiamo sempre che ci sia un giudice a Berlino ma non possiamo tollerare violenze dell’ordine giudiziario sull’ordine politico». E sul governo spiega: «Questa è una maggioranza importante ma difficile. Ci possono essere delle tensioni però il Governo Letta sta andando avanti, sta governando. È un Governo importante e difficile, è una coalizione difficile che può fare cose difficili». Dal canto suo Scelta Civica non ritiene in bilico la vita dell’esecutivo. «Secondo me il governo non è affatto a rischio» dice il ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi. «Io penso che i segnali politici espliciti siano tutti nel senso di garantire stabilità - spiega - tra l’altro la validità del governo sta nella prospettiva dell’Europa. Non solo ci attendono le elezioni del Parlamento europeo, ma nel secondo semestre la presidenza sarà italiana, ed essendo diventata un’Europa a 28 Stati la prossima volta che toccherà a noi sarà tra 14 anni. Questo vuol dire, e il governo ne è coscente che la presidenza europea è un appuntamento vetrina che può migliorare la nostra immagine», conclude Moavero Milanesi.

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