Solo gli stupidi non cambiano mai idea. Ma a cambiare idea con la stessa velocità con cui si alterna la biancheria non è detto si passi per intelligentissimi. Semmai per furbi. L’idea in questione è la leadership di Berlusconi. Sarebbe impossibile - per motivi di spazio - elencare tutti coloro che, nel centrodestra, dopo la drammatica caduta del novembre 2011 avevano considerato conclusa la parabola politica del Cav. Alcuni, tanto per non fare nomi, occupano ora fior di poltrone nel governo delle larghe intese. Erano quelli che, quando Berlusconi ricaricava le pile nel resort keniota di Briatore, mettevano su il manifesto di Italia Popolare e sembravano pronti a gettarsi tra le braccia di Monti. Meglio concentrarsi, però, su quelli che decisero di portare la loro scelta fino alle estreme conseguenze, ovvero fino a uscire ufficialmente dal centrodestra. Casini, per esempio. Ma soprattutto i finiani. La svolta, sintetizzata nel drammatico «Che fai? Mi cacci?» pronunciato in diretta tv da Fini, sembrava arrivata a un punto di non ritorno. Ma la politica, si sa, è l’arte dell’impossibile che diventa possibile. Anzi probabile. E così uno dei più fedeli colonnelli dell’ex leader di Fli sembra essere sul punto di tornare all’ovile. Trattasi di Italo Bocchino. L’ex esponente di An, dopo il flop alle ultime elezioni che lo ha escluso dal Parlamento, è tornato a scrivere sul Secolo d’Italia, versione on line, con uno stipendio netto, si vocifera, di 3mila euro al mese. In realtà firma i suoi editoriali con lo pseudonimo Oreste Martino. E a leggerli si capisce il perché: sarebbe impossibile, infatti, intuire la traiettoria del pensiero che collega il fu Bocchino politico al Martino giornalista. Prendete, ad esempio, l’editoriale del 5 luglio scorso. Bocchino-Martino prima elogia Alemanno, desideroso di costruire un nuovo grande partito di destra da affiancare a Forza Italia nella nuova coalizione del Popolo della Libertà. Poi sottolinea con forza che la coalizione dev’essere ancora guidata da Berlusconi. Possibile? Certo. Anzi, il messaggio che Bocchino invia al Cav sem- bra essere proprio quello di un figliol prodigo che chiede di essere riaccolto in famiglia. Cosa farà Silvio? Al momento non è dato saperlo. Ma la storia dà innumerevoli prove della generosità di Berlusconi. Basti pensare a Daniela Santanché, che nel 2008 lo accusò di «vedere le donne solo orizzontali» ed ora è la sua insostituibile candidata alla vicepresidenza della Camera. Il carro dei vincitori fa sempre gola a tanti. E il conducente sembra non conoscere il rancore.
La giravolta di Bocchino: ora elogia la leadership di Silvio
Solo gli stupidi non cambiano mai idea. Ma a cambiare idea con la stessa velocità con cui si alterna la biancheria non è detto si passi per intelligentissimi. Semmai per furbi. L’idea in questione è...
