Politica

Renzi pronto a candidarsi alla segreteria del Pd

Il sindaco di Firenze: «Voglio un partito moderno e leggero». Poi annuncia: «Il 27 ottobre la nuova Leopolda»

«Tanti amministratori, tanti sindaci, tanti militanti ripongono nel Pd le loro speranze. E chiedono a me di mettermi in gioco. A loro dico: dobbiamo costruire un Pd moderno, aperto, pensante non pesante», in cui «vinca la leggerezza, che sia libero da certe burocrazie similministeriali», perché «solo il Pd può fare uscire l’Italia da questa crisi». Matteo Renzi rinnova l’invito al «traghettatore del Pd, ossia Guglielmo Epifani» a indicare la data del congresso e delle primarie: «Per statuto devono avvenire entro il 7 novembre». Il «rottamatore» annuncia che ci sarà un’altra «Leopolda» «il prossimo 27 ottobre, perché è fondamentale che si torni alle idee». Per candidarsi, spiega, aspetta «la data e di sapere se c’è una comunità di persone che crede» nel suo progetto. È vero, dice, che D’Alema gli aveva proposto una candidatura alle europee: «Per D’Alema non devo fare il segretario, né il sindaco. Ma tra qualche anno il premier. Non sono d’accordo: non faccio questa battaglia per sistemarmi». Il governo, precisa Renzi, va tenuto «fuori da questo dibattito. Enrico sarà più forte se il Pd sarà più forte. L’importante è che non si preoccupi di durare, ma di fare. Abbia come punto di riferimento le idee di Andreatta e non il tirare a campare di Andreotti». Renzi parla di come immagina il Pd: deve «parlare di futuro» e smetterla con «l’idea novecentesca dell’appartenenza»: nel 2013 «serve un partito aperto», «dobbiamo renderlo moderno sapendo che non si discute solo nelle sezioni, che si fa politica anche in rete o nei luoghi del volontariato».

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