Politica

Mediaset, Cassazione il 30 luglio. Insorge il Pdl

Fissata in tempi record l'udienza per il processo che vede tra gli imputati l'ex premier Silvio Berlusconi. Alfano: ammirato da tanta efficienza. L'avvocato Coppi: esterrefatto, mai vista una cosa del genere

E' stata fissata in tempi record l'udienza in Cassazione per il processo Mediaset, che vede tra gli imputati l'ex premier Silvio Berlusconi: l'udienza si svolgerà il 30 luglio prossimo davanti alla sezione feriale penale. La Suprema Corte èchiamata a decidere se confermare o meno la sentenza con cui la Corte d'appello di Milano, l'8 maggio scorso, ha condannato il leader del Pdl a 4 anni di reclusione e all'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici per il reato di frode fiscale. Oltre al ricorso di Berlusconi, i giudici della Cassazione dovranno esaminare quelli presentati dal produttore cinematografico Frank Agrama e dagli ex manager Mediaset Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano. Per l'avvocato dell'ex premier Niccolò Ghedini si tratta di "un tempo eccezionalmente breve" e di una scelta, quella della Cassazione, che "non ha precedenti, se non in casi rarissimi con imputati detenuti". "Fra l'altro l'indicazione che la prescrizione maturerebbe al primo agosto 2013 è del tutto non corrispondente agli atti", ha proseguito. "In realtà  il primo dei due reati si prescriverebbe, valutate le sospensioni, parecchi giorni dopo la fine dei termini feriali del 15 settembre 2013, mentre l'ultima contestazione si prescriverebbe addirittura a fine settembre 2014", ha assicurato. "Il significato di tale decisione è comunque fin troppo evidente", ha concluso. ALFANO: GIUSTIZIA FULMINANTE "Sono ben lieto di constatare lo straordinario miglioramento nella performance della Cassazione che, dai tempi medi di trattazione delle cause penali, intorno ai 200 giorni (durata media delle cause penali nel 2010), schizza agilmente a meno di trenta per il presidente Berlusconi", dichiara il segretario del Pdl Angelino Alfano. "Sono ammirato - aggiunge il vice premier - per questa prova di efficienza della Corte che ha battuto ogni record del giusto processo. Evidentemente il lavoro svolto dal governo Berlusconi per lo smaltimento dell'arretrato comincia a dare i suoi frutti". "Confido - conclude il ministro dell'Interno - che un identico trattamento sarà riservato, com'è doveroso, anche ai tanti cittadini meno famosi, ma egualmente desiderosi di una giustizia così fulminante". COPPI: "ESTERREFATTO" Durissimo il commento del professor Franco Coppi, entrato nel collegio difensivo di Silvio Berlusconi in vista del giudizio in Cassazione sul processo Mediaset."Sono esterrefatto, non si è mai vista una cosa del genere - dichiara -  che determina un aggravio delle possibilità di difesa, perché contavamo di avere più tempo per svolgere i nostri approfondimenti". "Sono esterrefatto. Se perfino un giurista di grande esperienza come il professor Coppi commenta in modo cosi' severo la decisione della Cassazione, tutti dovrebbero prendere atto che si tratta di una vicenda inaccettabile", dice Maurizio Gasparri. "Siamo di fronte al supremo organo di giudizio o a un fast-food dove si sfornano decisioni su richiesta? Non possiamo subire in silenzio e passivamente un'aggressione di questa portata", rimarca. "La risposta - dice allora il vicepresidente Pdl del Senato - deve essere corale, politica, decisa. E la dovremo prendere tutti insieme rapidamente, perché è giusto solidarizzare con Silvio Berlusconi una volta di piu' oggetto di una manovra stupefacente". QUAGLIARIELLO: EFFETTI SPECIALI "A dispetto delle statistiche sui tempi della giustizia italiana, a dispetto delle centinaia di migliaia di fascicoli che ogni anno finiscono in prescrizione, il processo Mediaset continua a stupire con effetti speciali: dopo l'eccezionalita' di una sentenza d'appello con contestuale deposito delle motivazioni, ora siamo agli straordinari d'agosto". Lo dichiara il ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello che aggiunge: "C'e' solo da augurarsi che quando ci si rendera' conto che la questione giustizia non e' un problema di Silvio Berlusconi o del centrodestra ma investe il nostro Stato di diritto, non sia troppo tardi". Spero che sia evidente a tutti l'estrema delicatezza del momento che stiamo vivendo e i pericoli che porta con se'. Sbaglia chi crede che sia il problema di una sola parte politica, o di una sola persona. La giustizia nel nostro Paese sta diventando un mostro incontrollabile che non puo' essere celato dietro a giustificazioni o spiegazioni d'ordinanza", avverte Renato Brunetta. Il presidente dei deputati Pdl aggiunge che "non intendo discutere il calendario che la Corte di Cassazione fissa per se', ma e' escluso che possa deciderlo per il Paese". "Questo - rileva - spetta alle forze politiche, nella loro autonoma e libera valutazione. Nessuno si puo' permettere di interferire con la vita democratica del Paese e non e' possibile continuare ad accettare passivamente certe assurde prese di posizione. Il presidente Berlusconi - conclude - ci avra' sempre dalla sua parte per difendere l'autonomia della politica e la liberta' di ogni individuo". LORENZIN: CORSIA PREFERENZIALE PER ALCUNI PROCESSI "E' ormai evidente che i processi che riguardano Silvio Berlusconi godano di una sconcertante corsia preferenziale. Mi piacerebbe che la macchina della giustizia garantisse la stessa celerita' a tutti i cittadini, che invece attendono anni le decisioni dei Tribunali". Lo dichiara il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. "Resta il mistero di una giustizia capace di tempi celerissimi, fino a comprimere i diritti della difesa, nel caso di Berlusconi mentre per gli altri cittadini il tempo rimane una variabile sempre e solamente troppo lunga". BONDI: PRONTI ALLA RESISTENZA Se "si dovessero realizzare i sospetti" nutriti dal Pdl, sul fatto che dietro ai processi a Silvio Berlusconi si celi un disegno teso ad aliminare politicamente l'ex presidente del Consiglio, il partito si troverebbe nella necessita' "di forme di resistenza seppure non violente". Lo anticipa Sandro Bondi, coordinatore del Pdl. Le parole dell'avvocato Coppi, per chi ancora avesse dei dubbi, sono la certezza che la giustizia non c'e' per il presidente Silvio Berlusconi". Cosi' Daniela Santanchè, senza troppi giri di parole, sollecita il Pdl: "Che cosa facciamo noi, come movimento politico? Aspettiamo ancora l'unica manifestazione che forse riusciremo a fare, e cioe' - ironizza con amarezza - quella di accompagnarlo in carcere?". "Non ci sto", scandisce allora la pasionaria Pdl. "Basta divisioni, basta perder tempo con tentennamenti, e sofismi. Serve - conclude - passare all'azione".

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