Dopo la luna di miele delle buone intenzioni, adesso il Governo e la sua maggioranza sono a un passaggio cruciale. Nei prossimi giorni deve maturare una linea chiara di politica economica almeno su un punto programmatico importante: l'Imu. Si sa che tra le poche richieste nette che sono state fatte dal centrodestra a Enrico Letta c'è il tema dell'alleggerimento della fiscalità, specialmente dopo la mini patrimoniale di Mario Monti. A leggere alcuni quotidiani si ha l'impressione, invece, che si tratti di un arroccamento simbolico del Pdl che non tiene conto del bilancio dello Stato. In realtà, la questione chiama in causa, proprio in riferimento al mattone, il perno della nostra economia, basato da sempre sulla trasformazione degli accumuli liquidi in beni materiali. Questa peculiare propensione degli italiani al risparmio e alla proprietà spiega il perché di una reazione tanto dura. Non si comprende, altrimenti, come mai anche molti elettori di sinistra, soprattutto quelli della media borghesia, vedano malissimo questa imposizione fiscale. In tal senso, il pronunciamento del Fmi, che ha giudicato inammissibile la rinuncia italiana a tassare la prima casa, ha trovato una risposta troppo concessiva del ministro Saccomanni, e ha generato fibrillazione. Non dico che chi governa debba assumere sempre l'atteggiamento di Bettino Craxi a Sigonella, quando rifiutò spavaldamente l'ingerenza americana sulla sovranità nazionale, ma non si può neanche pensare che non venga un sobbalzo quando alcuni poteri internazionali ci tolgono la libertà d'intervenire, dicendoci cosa dobbiamo fare a casa nostra. Ma insomma! Come non vedere che l'Unione Europea e il Fondo Monetario sono uno strumento per abbattere la competitività politica del nostro Paese, attraverso regole assurde che non riguardano in alcun modo la gente comune. Ma cosa pensano a Bruxelles e a Francoforte, che dobbiamo morire per loro? In questo momento non c'è spazio per sudditanze estere che coprono unicamente interessi anti italiani e non garantiscono più niente di buono. Noi abbiamo l'80% di proprietà immobiliari in mano nostra, e anche le seconde case non sono un reddito ma semmai un costo da rendere produttivo. L'Imu, visto lo stile tipico degli italiani a investire sulla casa, è quindi una tassa strutturalmente recessiva. Bisogna non cedere alla tentazione di bruciare i nostri pochi soldi rimasti per una presunta affidabilità internazionale che non è in discussione. Il centrodestra fa benissimo a non mollare su questo punto. Anzi forse bisognerebbe consigliare maggiore durezza. La concessione a tassare i villini e i beni che hanno un valore superiore a una franchigia minima non è altro che il modo sottile con cui dare un colpo di grazia mortale a quei ceti medi che rappresentano la speranza di una eventuale ripresa. Un ragionamento che si spiega da sé anche senza scomodare il settore edilizio, massacrato da una vessazione fiscale immonda che va ad aggiungersi ai lacci e lacciuoli normativi, utili unicamente ad arricchire burocrazia e corruzione. Si deve dire basta a questa gestione impopolare dello Stato, la quale, senza mai contemperare interventi seri di tagli alla spesa improduttiva e senza una riorganizzazione seria dell'amministrazione pubblica, trasforma la politica in strumento con cui i concorrenti stranieri attaccano le potenzialità economiche della nostra società. L'Italia deve avere il coraggio di pensare a se stessa, alla congiuntura attuale, lasciando i problemi strutturali, debito pubblico e patto di stabilità, a momenti migliori. Quando ci sarà la ripresa, quando la produzione aumenterà, quelle difficoltà si risolveranno automaticamente e ne riparleremo con l'Europa. Prima di allora, si deve lavorare perché torniamo a crescere, innanzitutto defiscalizzando, semplificando e dando respiro a famiglie e imprese. L'Imu non è una questione internazionale, e la sua abolizione è una scelta democratica urgente. Altrimenti domani non ci sarà più un Paese da amministrare e un'Europa da servire.
L’urgenza di abolire l’Imu
di Benedetto Ippolito - Dopo la luna di miele delle buone intenzioni, adesso il Governo e la sua maggioranza sono a un passaggio cruciale. Nei prossimi giorni deve maturare una linea chiara di...