Politica

Epifani rinvia tutto a settembre

Ancora da chiarire l’iter verso il congresso del Pd che, ribadisce il leader, si terrà «entro l’anno». Le candidature saranno ufficializzate dopo l’estate

Il meccanismo è un po’ farraginoso, ma un motivo c’è. E non è solo la necessità di rispettare la «liturgia» congressuale. Guglielmo Epifani vuole prendere tempo e arrivare almeno a settembre. Perché, da qui ai prossimi due mesi, lo scenario entro cui si muovono le forze della maggioranza, a cominciare dal Pd, potrebbe non essere lo stesso. Per questo è inutile aprire oggi un regolamento di conti che farebbe male soprattutto al partito. Meglio rinviare la discussione. Così, in linea con la politica del «rinvio» del governo, la commissione congressuale riunita ieri ha prodotto un sostanziale nulla di fatto. L’assise, ha ribadito il leader Democratico, «si terrà entro fine anno. Non diamo adesso un giorno perché se poi si dovesse spostare sarebbe un problema, il termine del percorso sarà visto con la direzione quando sarà definito tutto l’iter». Da qui i prossimi passi. Giovedì un’altra riunione della commissione che dovrebbe risolvere «la questione delicata del rapporto tra segretario e candidato alla guida del governo, così come della mancanza di un organismo intermedio tra la segreteria, che è scelta dal segretario, e la direzione che è composta di 250 persone». Entro il 17 l’organismo dovrebbe comunque concludere il proprio lavoro. Prima un incontro con i segretari regionali per vedere se l’impianto di regole regge e, il 31 luglio o il 1 agosto, la Direzione nazionale che dovrebbe dare l’ok. Ma non finisce qui. Prima di arrivare al traguardo del congresso bisognerà passare per l’Assemblea Nazionale che, con tutti probabilità, verrà convocata a settembre. Ed entro fine settembre dovrebbe arrivare anche la presentazione ufficiale delle candidature alla segreteria. Quindi i congressi di circolo e i congressi provinciali. Mentre quelli regionali dovrebbero essere accorpati a quello nazionale. Il tutto, primarie comprese, dovrebbe andare in scena intorno a metà dicembre. Se siete confusi non preoccupatevi. Anche a via del Nazareno non hanno le idee chiare. O forse sì. Perché la preoccupazione principale non è la battaglia interna, ma la tenuta dell’esecutivo. E nessuno tra i Democratici vuole passare come il «killer» di Enrico Letta. La linea è semplice: aspettare e vedere. Così da evitare la mossa sbagliata nel momento sbagliato. Epifani ostenta comunque ottimismo: «Alla fine verremo a capo di una discussione complessa, e che saremo in condizione di trovare una condivisione molto ampia». E rassicura Matteo Renzi sul fatto che le primarie saranno «aperte» («non abbiamo ancora discusso di cosa vuol dire "aperte", ma per me lo devono essere aperte»). Già, Renzi. Non pochi sono convinti che a settembre, quando sarà il momento di ufficializzare le candidature il sindaco di Firenze non ci sarà. Per questo vogliono che i tempi si allunghino così da far coincidere i «contro» che il rottamatore sta ponderando minuziosamente: dalla sentenza della Consulta sulla legge elettorale (che potrebbe favorire un ritorno al proporzionale) all’apertura della campagna elettorale per le comunali di Firenze. In realtà la loro appare ormai come una pia illusione. Anche se Renzi ha fatto sapere che si prenderà l’estate per decidere, il lavoro per la candidatura è già in stato avanzato. I suoi fedelissimi stanno lavorando ad un documento programmatico. E lui tesse i rapporti. Strettissimo quello con il giornale-partito Repubblica (che ha prodotto un raffreddamento con il rivale Corriere della Sera ), così come quello con i sindaci Pd (l’elezione di Piero Fassino alla presidenza dell’Anci va in questa direzione). Poco importa che Massimo D’Alema abbia mostrato negli ultimi giorni «segni di insofferenza». «Se Matteo si candida - dice un deputato democratico - nessuno ha la forza di fermarlo». Forse per questo il renziano della commissione congresso Lorenzo Guerini, festeggia i risultati di una riunione che, all’apparenza non ha sciolto alcuno dei nodi. «Abbiamo fatto passi avanti - commenta -. «Epifani ha garantito che si chiude entro il 2013. Poi che le primarie si facciano a metà dicembre o a fine novembre, poco importa. L’importante è che il congresso si chiuda entro l’anno». Moderata soddisfazione anche sul fronte della partecipazione alle primarie: «Epifani ha detto che le vuole aperte». E per i renziani dovrebbero esserlo anche quelle dei segretari regionali. Quanto alla data di presentazione delle candidature e alla coincidenza tra segretario e candidato premier, Guerini non pone veti: «Discuteremo ma da parte nostra c’è la volontà di arrivare a una soluzione condivisa, evitando voti a maggioranza».

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