Politica

Nuovo record per la pressione fiscale, nel primo trimestre al 39,2%

La pressione fiscale continua a salire. nelprimo trimestre dell’anno è arrivata a toccare il record del 39,2%, risultando superiore di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno...

La pressione fiscale continua a salire. nelprimo trimestre dell’anno è arrivata a toccare il record del 39,2%, risultando superiore di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Sempre secondo le rilevazioni dell’Istat, l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche è stato pari al 7,3% del Pil. Nello stesso trimestre del 2012 era stato pari al 6,6%. Il saldo primario è risultato negativo per 9,601 miliardi di euro. L'incidenza sul Pil è stata del -2,6%. Il saldo corrente è stato pari a -18.506 milioni di euro (era stato -16,819 miliardi di euro nel corrispondente trimestre dell'anno precedente), con un'incidenza sul Pil di -5%. Le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dell'1,3%. Le uscite correnti sono cresciute dell'1% e quelle in conto capitale del 7,6%. Le entrate totali sono rimaste invariate rispetto al corrispondente periodo del 2012. «Non c'era bisogno di avere i dati dell'Istat, lo sapevamo già perch ogni volta che andiamo a pagare le imposte ci accorgiamo che il carico è sempre più forte» ha comentato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. «Dobbiamo assolutamente impegnarci per ritrovare la crescita - ha detto ancora Squinzi -: tante aziende sono allo stremo, in modo particolare quelle che non hanno la possibilità di esportare in maniera massiccia. Purtroppo, se non ritroviamo la crescita, sarà una situazione difficile da ribaltare. Le aziende che hanno solo una proiezione sul mercato interno - ha aggiunto - sono in grandissima difficoltà, perchè la pressione fiscale aumenta e i consumi interni calano». Positivo il commento per l’accelerazione dei rimborsi dei debiti dela pubblica amministrazione verso le imprese. «È decisamente una buona notizia. In più i 40 miliardi, che erano stati deliberati e diluiti sui due anni, sono una cifra assolutamente insoddisfacente se consideriamo che l'ammontare complessivo dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, per prodotti e servizi forniti già da tempo, supera ormai i 100 miliardi». «Avvicinarsi a un pagamento totale dei crediti verso le aziende - ha concluso Squinzi - sarebbe per noi un provvedimento estremamente positivo». Per Squinzi «una crescita dello 0,7% che tra l'altro è anche un pochino sopra quello che prevede il centro studi di Confindustria non è sufficiente a creare lavoro: quindi bisogna chiedere con ancora più insistenza che il Governo metta mano a tutta quella serie di riforme e interventi su quelle situazioni che permettano di agganciare una ripresa più robusta». Squinzi ha ricordato che «stiamo venendo da nove trimestri consecutivi di recessione e ormai stiamo entrando nel decimo».

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