Letta si lancia nella promessa di restituire tutti i debiti della publica amministrazione alle imprese entro il 2013 ma a richiamarlo alla realtà dei conti è il ministro dello Sviluppo economico che frena tanto ottimismo. Zanonato mette avanti i conti. «Piacerebbe anche a me ma non so se si può fare, non è cattiva volontà: è il governo che paga - ha spiegato - il governo ha rimosso l'ostacolo, ora tutte le varie fonti spesa devono attivarsi: stiamo monitorando». E su Imu e Iva, questa volta ad essere cauto è lo stesso premier. «Bisogna trovare una soluzione all'interno del bilancio del 2013 che è ancora rigido e non gode di flessibilità. Le coperture non sono facili da trovare». Ma ha promesso la revisione del’Imu entro Ferragosto. Estinzione dei debiti della pubblica amministrazione, tasse ma anche abolizione delle Province, sono i temi affrontati nel vertice di maggioranza che ieri il premier ha riunito a Palazzo Chigi. Dall’incontro è scaturita l’idea di una road map da completare nel giro di 18 mesi e articolata in quattro obiettivi. Il primo, «quello più difficile» avverte Letta è la soluzione sull'Iva e sull'Imu. Poi c’è la definizione della legge di Stabilità che «potrà godere dei primi elementi di stabilità è che sarà tutta centrata su sviluppo, rilancio economico, agenda digitale, infrastrutture e sulla possibilità di ridurre le tasse in particolare sul lavoro». Il terzo capitolo è quello della preparazione del semestre di presidenza Ue dell'Italia; «un programma vero e proprio con il quale siamo sicuri di avviare un rilancio dell'Europa verso più Europa», com'è nell'interesse dell'Italia. Quarto e ultimo obiettivo le riforme costituzionali che «portino alla riduzione del numero di parlamentari, alla fine del bicameralismo parlamentare ed arrivare, naturalmente, alla nuova legge elettorale». Queste tappe, secondo il premier, dovrebbero «far ripartire l'economia e consentire quella riforma della politica che è sempre stato l'obiettivo principale del mio governo». All'interno di questi obiettivi, «ovviamente tutto ciò che aiuta il rilancio economico, a partire dal pagamento dei crediti» che le imprese hanno nei confronti della pubblica amministrazione. Intanto, saranno sette i provvedimenti che arriveranno a luglio alle Camere e per una approvazione rapida il Governo ha chiesto ai partiti di maggioranza di «farsi carico dei provvedimenti e di costruire un percorso per l'approvazione». Prima del summit il vice premier, Angelino Alfano, aveva espresso in un «tweet» la posizione del partito: «Abbattere il debito pubblico per diminuire le tasse e pagare subito i debiti dello Stato alle imprese». Secondo il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, «anticipare al secondo semestre 2013 tutto il plafond di pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese, spalmato attualmente fino al 2014, avrebbe un effetto shock che potrebbe portare a un maggior gettito per lo Stato di 8-9 miliardi tra Iva e imposte dirette e contributi sociali». Il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani ha spiegato che «una cabina di regia più incisiva nei prossimi giorni individuerà una diversa copertura al decreto legge sul mancato aumento dell'Iva attraverso tagli alla spesa pubblica. Sarà anche necessario attaccare immediatamente il debito pubblico per consentire di approvare grandi riforme strutturali che il Paese non può più attendere. Inoltre, tracceremo insieme le linee politiche che caratterizzeranno la Presidenza Ue dell'Italia nel primo semestre 2014». Per il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, l'anticipazione dei pagamenti dei debiti è «una necessità più volte espressa dal Pd anche in sede parlamentare. Appena pochi giorni fa, i senatori Giorgio Santini e Giancarlo Sangalli hanno presentato un emendamento al Dl lavoro che, se approvato, autorizzerà il pagamento anche degli altri debiti della PA eccedenti i 40 miliardi stanziati già a partire da quest'anno, consentendo così un'immissione nell'economia reale di circa 50 miliardi di euro entro il 2013». Per il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, l'annuncio di Letta è una buona notizia. A seguito dell'assemblea di Confindustria Macerata ha sottolineato: «I 40 miliardi che erano stati deliberati e diluiti sui due anni, sono una cifra assolutamente insoddisfacente se consideriamo che l'ammontare complessivo dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, per prodotti e servizi forniti già da tempo, supera ormai i 100 miliardi. Avvicinarsi a un pagamento totale dei crediti verso le aziende sarebbe per noi un provvedimento estremamente positivo».
Letta frena su Iva e Imu «Difficile trovare i soldi»
Il premier: salderemo i debiti della Pa Zanonato scettico: mi piacerebbe poterlo fare
