Un sito inglese che si definisce "investigativo" e si chiama Exaro, ha pubblicato la registrazione di un incontro segreto tra il supereditore Rupert Murdoch e un gruppo di giornalisti delle sue testate in cui riconosce - tra l'altro - che la pratica di comprare informazioni e atti giudiziari dalla polizia è un fatto comune che va avanti da cento anni. La riunione aveva lo scopo di rassicurare i collaboratori dopo lo scandalo sulle intercettazioni telefoniche di alcuni vip che aveva portato all'arresto di un numero di suoi giornalisti e alla chiusura, due anni fa, del quotidiano News of the World. Murdoch nella registrazione dichiara anche che avrebbe risposto colpo su colpo agli attacchi della polizia e della magistratura contro di lui. In Inghilterra sulla pubblicazione di atti giudiziari e sulle intercettazioni non vanno alla leggera. Ma Murdoch non è solo il proprietario dei giornali più diffusi nel Regno Unito, tra cui il raffinato The Times e il popolare The Sun, è anche il proprietario del più grande e diffuso network di controllo dell'informazione nel mondo. Il suo dominio spazia dalla carta stampata, alla radio, al cinema e al web. Oltre a controllare quasi tutta l'informazione in Oceania, controlla radio in Russia e una società di pubblicazioni evangeliche negli Usa, dove possiede anche il Wall Street Journal ed è proprietario di tutta la rete Fox e Sky nel mondo. Si calcola che il suo network raggiunga un terzo dell'intera popolazione mondiale. Inoltre si è impossessato dell'agenzia di rating Dow Jones, uno strumento di potere politico ed economico notevole. Mentre nel Uk è considerato alleato storico della Thatcher e dei conservatori, nel resto d'Europa e in Italia ha come nemico numero uno Berlusconi e Mediaset. Da molto si parla di un accordo tra il suo SkyItalia e il gruppo Repubblica/Espresso, che fa già cordata con il gruppo Feltrinelli. L'entrata in forze della Fiat nel gruppo Rcs è di pochi giorni fa e già si parla dell'eventualità di una fusione tra Stampa e Corriere della sera, che ridurrebbe l'esposizione e concentrerebbe ancora di più il controllo dell'informazione quotidiana. Se si guarda a chi sono dunque i proprietari di testate giornalistiche, radio, televisioni e centri di produzione in Italia e nel mondo, viene inevitabilmente da sorridere al ricordo delle campagne di denuncia del controllo dell'informazione da parte di Berlusconi. Quando persino Amnesty international ci metteva nell'elenco dei Paesi con meno libertà di informazione, o non aveva studiato bene o si riferiva ad altro. Chiunque operi nel settore è anzi consapevole che uno degli elementi che provocò da subito l'avversione dei grandi gruppi mondiali dell'informazione contro Mediaset furono i tentativi di internazionalizzazione tentati da Berlusconi, in Francia senza successo con La Cinq e in Spagna con migliori risultati con Telecinco. Tutti ricorderanno che in entrambe i paesi la stampa levò alte grida d'allarme contro "l'invasione di Berlusconi" e le pressioni per contrastarlo furono notevoli. Non tutti forse sanno però che i due maggiori quotidiani di Spagna e Francia, El Pais e Le Monde, sono collegati con il gruppo Repubblica di De Benedetti. L'ingegnere è anche proprietario di Kataweb, perché ormai l'informazione passa su internet. E a proposito della Rete, purtroppo bisogna sfatare il mito secondo il quale si tratterebbe di uno spazio globale di libertà e informazione indipendente. Internet, al contrario, può ed è controllato da un cartello di società private, che hanno una loro visione politica e una strategia aziendale e non solo. Internet può "formare le opinioni" molto di più di qualunque sistema di informazione e, soprattutto, può "creare notizie". Questo non può farlo - o può farlo pochissimo - un singolo individuo o un gruppo indipendente, può al contrario essere fatto sistematicamente e con adeguate risorse da chi ne fa un business. Certo, l'ingenuità può portarci a credere che alcuni o tutti questi magnati o gruppi che controllano l'informazione siano animati da pura filantropia, non pochi di loro hanno usato con successo il web e il potere di "modificare" l'immagine propria e dei propri avversari per trasformarsi nell'opinione diffusa da "speculatori economici" e tycoon in "filantropi globali", come nel caso di Georges Soros. Certo è - per tornare in Inghilterra - che il nuovo scandalo che ha investito Rupert Murdoch non alimenterà simili speranze.
Il conflitto di Murdoch
di Marcello De Angelis - Un sito inglese che si definisce "investigativo" e si chiama Exaro, ha pubblicato la registrazione di un incontro segreto tra il supereditore Rupert Murdoch e un gruppo di...