Fumata nera per Daniela Santanché alla vicepresidenza della Camera. Alla fine la votazione è stata rinviata. Tanto per evitare il rischio di un clamoroso ribaltone. Del resto gli umori non lasciavano ben sperare: il Pd avrebbe votato scheda bianca, Sel, molto probabilmente, avrebbe scelto la candidata messa in campo dal MoVimento 5 Stelle. Infine, anche nel Pdl non sono mancati distinguo e critiche. Meglio prendere tempo, dunque. Ovviamente il Pd attacca e chiede al Pdl di cambiare candidato. Mentre il Pdl garantisce che Daniela Santanchè resterà in campo. La strategia dei Democratici è piuttosto stravagante, fanno notare in tanti nel centrodestra: hanno condiviso un patto di governo con il Pdl ma non hanno intenzione di permettere al candidato del partito di Berlusconi di ottenere la vicepresidenza di Montecitorio. Un incarico che deve essere riassegnato dopo il passaggio al governo di Maurizio Lupi. «In capigruppo - ha detto Renato Brunetta (Pdl), motivando la richiesta di rinvio approvata dall’Aula - c’erano opinioni diverse, abbiamo preferito chiedere un rinvio al fine di verificare dal punto di vista regolamentare le prescrizioni. Noi crediamo che debba valere la prassi» e che, in caso di dimissioni di un vicepresidente «l’incarico ricoperto dall’esponente di un gruppo debba essere ricoperto dall’esponente dello stesso gruppo. La stragrande maggioranza del Parlamento - ha concluso il capogruppo Pdl - si è espressa a favore di questa prassi e abbiamo chiesto che la presidente della Camera utilizzi quanto è in suo potere per facilitare una soluzione». Lupi ostenta sicurezza: «Penso che il candidato rimarrà la Santanché», ha affermato il ministro dei Trasporti. Toni duri arrivano dal MoVimento 5 Stelle. Attacca il deputato Alessandro Di Battista: «Da partito "derogatico" a partito "rinviatico"... mentre giocate al gioco Santanchè sì Santanchè no l’Italia muore!». Rincara la dose un altro eletto pentastellato. «È stata appena rinviata la votazione del nuovo vicepresidente della Camera per la sostituzione di Lupi perché dopo 3 mesi non hanno ancora trovato un accordo politico» scrive su Facebook Manlio Di Stefano. Sarebbe interessante, aggiunge, «chiedere agli italiani se è questo ciò che serve al Paese, che può salvare le nostre aziende, che potrà evitare nuovi suicidi di persone ridotte alla fame. Questa maggioranza - conclude - è retta in piedi da esclusivi interessi di casta, non esiste nessun fattore politico nel senso aulico del termine. Smettetela di giocare col destino degli italiani schiacciati da un immobilismo come non si registrava da decenni. Questa non è larga intesa, questa è larga offesa al popolo italiano. Vergognatevi». Il Pdl fa quadrato intorno alla Santanchè. Nota il coordinatore Sandro Bondi: «La posizione del Pd sulla vicenda Santanchè dimostra che il governo non è sostenuto da una maggioranza coesa, solidale, e fondata sul rispetto e sul riconoscimento reciproco. La sinistra infatti non è ancora capace di liberarsi dalla pretesa di affidare patenti di presentabilità o di moralità nei confronti degli avversari politici. Se poi questi avversari politici affermano una forte identità e un legittimo orgoglio di partito, allora si passa subito alla delegittimazione e alla distruzione sul piano politico e personale». Chiaro il segretario Angelino Alfano: «Su Daniela Santanchè, nessun passo indietro, anzi si va avanti». Ma il Pd non ci sta. «Il rinvio serva al Pdl per ripensare alla candidatura di Daniela Santanchè. Io resto convintissima: no a proposte irricevibili» scrive su Twitter la deputata Alessandra Moretti. Mentre Matteo Orfini sottolinea: «Chi sceglie di essere pitonessa non può diventare colomba». Per il deputato Pd «ha prevalso il realismo, il buon senso. Si è preso atto che la Santanchè non era la candidata più opportuna per un incarico istituzionale di questo tipo». Nessuna tentazione di «razzismo etico», sottolinea, bensì il problema è che «la Santanchè ha scelto di essere un politico di parte, di rottura, di contrapposizione frontale». Mal di pancia anche in Scelta Civica: «Non voterò Daniela Santanchè per la vicepresidenza della Camera» ha annunciato il deputato Gianfranco Librandi. «Questa è la mia posizione personale perché ritengo che si tratti di una personalitá troppo divisiva. Spero che il Pdl avanzi un’altra candidatura più condivisa, coerente con la logica delle larghe intese e con il principio di responsabilità istituzionale».
Rinvio sulla Santanchè Patto Pd-Pdl in bilico
Critiche dai Dem: «Candidatura irricevibile» Brunetta garantisce: «Daniela resta in campo»
