Politica

Colpi di sole e colpi di testa

di Francesco Damato - Il caldo di questa estate non è per fortuna torrido, almeno per ora, ma il sole dà ugualmente alla testa di certi politici. Prendete, per esempio, Beppe Grillo. Che ieri si è...

Il caldo di questa estate non è per fortuna torrido, almeno per ora, ma il sole dà ugualmente alla testa di certi politici. Prendete, per esempio, Beppe Grillo. Che ieri si è stampato elettronicamente sul suo blog una copia del Corriere della Sera per incoronarsi "Capo del Governo" con tanto di "proclama di Napolitano". Al quale ha chiesto udienza, pur senza "i modi necessari", come si è notato al Quirinale per non prendere in considerazione la pretesa del comico, viste le sue finalità dichiarate. Allo scopo cioè non solo di essere nominato presidente del Consiglio, al posto di un Enrico Letta dimissionato d'ufficio, ma anche di ottenere lo scioglimento anticipato delle Camere, dopo una sostanziale dichiarazione televisiva di fallimento del Paese da parte del capo dello Stato. Dal quale però Grillo si attende anche una preventiva soppressione della legge elettorale in vigore per sostituirla presumibilmente con la precedente, reclamata nei giorni scorsi in Parlamento dai suoi con una mozione disgraziatamente bocciata. Se non è un colpo di sole questo, ditemi voi come altro si potrebbe definire. Si è imbarazzati anche a scriverne. Anzi, a doverne scrivere perché i grillini siedono legittimamente in Parlamento, per libera scelta di un elettorato che a fine febbraio scorso scambiò lucciole per lanterne ed affidò la propria protesta contro i partiti ad un movimento ancora peggiore. Dove si può impunemente cacciare su due piedi chi dissente dal capo e si può dare del golpista, come accadde in aprile, ad un presidente della Repubblica appena rieletto dalle Camere a larghissima maggioranza: lo stesso presidente dal quale oggi si reclama un vero colpo di Stato. Come se bastassero queste sparate a distrarre l'attenzione degli elettori dalle vicende interne di un partito "stellare" solo per le distanze dal buon senso. O dal buon gusto. Ma Grillo non è purtroppo il solo a prendere troppo sole in questa strana estate politica. Gli fanno compagnia in tanti. Ieri ci siamo occupati, a questo proposito, di quel singolarissimo presidente del Senato che si è rivelato Pietro Grasso. Le cui opinioni o vedute "personali", per dirla con il presidente della Repubblica, sui possibili o auspicabili scenari politici di una crisi di governo ci sono francamente sembrati un contributo assai poco responsabile al dibattito politico. Ancora meno responsabile di quello del senatore a vita ed ex presidente del Consiglio Mario Monti, che ha cercato di coprire la grande confusione esistente nella sua area centrista, dopo il deludente risultato della sfida elettorale, con una protesta oggettivamente superiore alle sue forze. Cioè, con la sostanziale minaccia di uscita da una maggioranza che conserverebbe tutti i numeri per sopravvivere senza di lui e i suoi amici, per quanto numerosi, si fa per dire, dovessero essere quelli disposti a seguirlo all'opposizione. Ora, poverino, il professore può consolarsi con un vertice, o "cabina di regia", come preferisce dire il ministro per i rapporti con le Camere Dario Franceschini, in programma già da tempo per domani. Non parliamo poi dei colpi di sole nel Pd, dove la preparazione di un congresso ancora senza data precisa ha già prodotto candidature alla segreteria, come quella di Matteo Renzi, a doppia testata, con un occhio rivolto al temporaneo ufficio di Guglielmo Epifani e l'altro a Palazzo Chigi. Nel frattempo si trova il modo e la voglia di infilarsi nelle vicende interne del Pdl, alleato sgradito e momentaneo di governo ma pur sempre alleato, alzando barricate contro la candidatura della "pitonessa" Daniela Santanchè a vice presidente della Camera. Una donna "divisiva", gridano scandalizzati da quegli spalti, come se la vice presidente di Montecitorio targata Pd nella scorsa legislatura, la tostissima Rosy Bindi, fosse stata l'Armonia in persona. Non mancano colpi di sole, in verità, neppure nel governo. Dove la guardasigilli Anna Maria Cancellieri, prefetto di carriera e di polso, per essere veramente credibile nel suo pur legittimo o comprensibile sfogo contro la "lobby" degli avvocati, in agitazione contro la riforma che li riguarda, dovrebbe lamentarsi anche dei signori magistrati, senza temerne le reazioni.

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