Si chiami verifica o messa a punto, certo è che la richiesta di un «cambio di marcia» rivolta da Mario Monti a Enrico Letta un effetto l’ha avuto: giovedì, di buon mattino, il governo entrerà nell’«officina» di Palazzo Chigi per fare un tagliando al programma e registrare la tenuta della maggioranza. L'intervento dell’ex premier, assicurano da Scelta Civica, non aveva intenti minatori ma è stato uno stimolo a fare di più, a fronte a una crisi economica e istituzionale sempre più dura. «Faccio molta fatica a prestare un volto minaccioso al prof. Monti. Voglio ritenere che voglia giocare un ruolo di stimolo», ha osservato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Appuntamento allora a giovedì alle 8.30 a palazzo Chigi per il vertice di maggioranza che metterà intorno al tavolo il premier, i ministri Franceschini, Alfano, il sottosegretario alla presidenza Patroni Griffi e i capigruppo di maggioranza di Camera e Senato per un confronto sull’agenda di governo, sulle misure economiche e sulle riforme, in vista dei provvedimenti da varare a luglio. «Giovedì mattina - ha commentato Letta - incontrerò la cabina di regia e sono convinto che risolveremo tutti i problemi». Franceschini, invece, ha dato una lettura leggermente più problematica alla sortita domenicale dell’ex premier. «Mi dispiace che anche Monti partecipi a questa tendenza generale di minacciare la caduta del governo. Sarebbe meraviglioso fare riforme strutturali con molte risorse. Quando uno poi legge sulle interviste, via l’Iva, l’Imu e ridurre l’Irpef, fare grandi progetti di riforme: ognuna di queste misure richiede delle coperture. Siamo appena usciti dalla procedura d’infrazione e dobbiamo rispettare il 3%. Dobbiamo fare le cose possibili, non - ha concluso - raccontare balle agli italiani». Il governo «non rischia», ma il Pd deve mostrarsi «leale», ha detto invece Alfano, apparentemente più preoccupato del rapporto tra i due partiti più forti della coalizione. Riguardo al governo «ovviamente non abbiamo ancora fatto tutto il desiderabile, ma la gran parte del possibile. E alcune cose - ha ricordato Alfano - le dobbiamo migliorare in Parlamento, per esempio le coperture finanziarie del mancato aumento dell'Iva, oltre ovviamente all'eliminazione dell'Imu sulla prima casa nei tempi previsti». Scelta Civica, intanto, prova a smorzare le polemiche. «Vogliamo continuare a sostenere l’esecutivo -ha infatti puntualizzato il capogruppo al Senato, Gianluca Susta - e non ci sono le condizioni, nè oggi nè a breve, per altre maggioranze. Ogni dubbio sul significato vero della nostra richiesta di verifica nasconde in realtà il tentativo di scaricare su Scelta Civica le fibrillazioni presenti nei maggiori partiti, che da giorni creano enormi difficoltà a Letta».
Letta spegne il fuoco amico: giovedì nuovo «tagliando» al governo
Si chiami verifica o messa a punto, certo è che la richiesta di un «cambio di marcia» rivolta da Mario Monti a Enrico Letta un effetto l’ha avuto: giovedì, di buon mattino, il governo entrerà nell’«o...
