Ci sono i deputati del Pd, che non avrebbero mai pensato di votare Daniela Santanchè. Ci sono quelli del Pdl, almeno alcuni, che preferirebbero scegliere un altro collega. Oggi si vota per la vicepresidenza della Camera, il posto lasciato libero da Maurizio Lupi, passato al governo. Silvio Berlusconi ha indicato la Santanchè ma il «falco» del Pdl non riscuote successo nel centrosinistra. Alcuni esponenti azzardano addirittura che non voteranno mai a favore dell’ex sottosegretario. Ma c’è anche il rischio «che Daniela venga impallinata dal fuoco amico nel segreto dell’urna», ipotizza un deputato azzurro. Secondo il «patto di maggioranza» che sostiene il governo Letta, la carica di vicepresidente spetta al partito di via dell’Umiltà, ma un brutto scherzo dei franchi tiratori potrebbe favorire alla fine un candidato di Sel o del M5S. Il Pd è diviso. Il Democratico Orfini è stato chiaro: «Credo che sia un errore da parte del Pdl candidare la Santanchè. Alcune scelte rischiano di essere delle mine sulla strada di questo governo. Penso che candidare Daniela Santanchè alla vice presidenza della Camera, sia cercare un incidente». Non ci sta Fabrizio Cicchitto (Pdl): «Quale che sia il colore di questi eventuali franchi tiratori mi auguro che si tratti di una forzatura giornalistica. Infatti un conto è il dibattito politico, e gli eventuali dissensi conseguenti, un conto è la lealtà nel voto se questo è a scrutinio segreto. Per noi il problema non va neanche posto sia per motivi di lealtà che per noi sono fondamentali e sia per elementari ragioni di intelligenza politica. Da quest’ultimo punto di vista ci permettiamo di osservare all’onorevole Orfini che egli cade in una evidente contraddizione». Attacca Giuseppe Civati. Il parlamentare del Pd ha creato l’hashtag #santancheno e ha scritto un post dal titolo esplicito: «Dal giaguaro alla pitonessa». Proprio l’esponente Pd ricorda i mal di pancia tra i democrats: «Pare che i dubbi non riguardino solo me, perché oggi sull’argomento sono molti a cadere dal pero (e dal però). Che si fa? Si sceglie la candidata divisivissima o si opta per soluzioni più miti e meno pitonate (termine tecnico)? Se volete la mia personalissima opinione, una vicepresidente che tira ogni giorno su tutto e tutti, e non ha problemi ad attaccare il governo ogni volta che non fa quello che dice Silvio, non è proprio l’ideale nemmeno per le larghe intese (che stanno strette a molti, in queste ore, se perfino Monti, giuro, dice che non funzionano)», aggiunge il deputato. Quindi conclude attaccando Santanchè: «Ieri la pitonessa attaccava Grasso perché un presidente del Senato certe cose non le dice: invece, una vicepresidente della Camera sì? Visto che non siamo messi a parte della decisione, fateci almeno sapere». L’ufficio di presidenza del Pd si riunirà questa mattina per decidere la posizione da tenere in occasione della votazione. L’orientamento dei Democratici sarebbe di votare scheda bianca. «Non faremo prove di forza, pur avendone i numeri, per fare in modo che ogni gruppo possa avere un suo rappresentante - spiega un parlamentare Pd - Il Pdl potrà eleggere il suo vice presidente, ma dovrà avere la forza e l’unità per farlo». C’è chi storce il naso anche nel Pdl. La corsa alla vicepresidenza, infatti, rispecchia la guerra interna tra «colombe» e «falchi»: da una parte gli «alfaniani», che ufficialmente si tengono fuori perché già presenti nel governo con ministeri chiave, ma sotto traccia fanno sentire il loro peso politico; dall’altra i fedelissimi del Cavaliere, che tifano per la Santanchè. In mezzo quegli azzurri della prima ora che non vogliono una ex aennina ai vertici della nuova Forza Italia e sono pronti a votarla alla vicepresidenza della Camera pur di tenerla fuori dai giochi. Se la Santanchè non dovesse avere i «numeri» potrebbe spuntare una candidatura alternativa, come quella dell’ex ministro Stefania Prestigiacomo o anche, altro nome ripetuto nei corridoi di Montecitorio, di Antonio Leone, vicepresidente nella scorsa legislatura. Attacca da una prospettiva particolare uno degli attuali vice a Montecitorio, Luigi Di Maio (MoVimento 5 Stelle): il Pd «non ha problemi a votare la Santanchè ma ora inizia tutto il teatrino perché non possono far vedere» che danno il sostegno alla pasionaria del Pdl. «Ma se questa è la maggioranza, allora si votasse pure la Santanchè» dice intervenendo sulla web-tv «La Cosa». Avverte Di Maio: «Non esiste la strategia che si votano la Santanchè con la scheda bianca. Ci siamo noi con 107 voti e sapremo bene cosa fare».
Fuoco amico e scontro Pd-Pdl Santanchè rischia la poltrona
MontecitorioOggi il voto per la vicepresidenza. Tensioni tra i poli Civati e Orfini protestano. Ma anche nel centrodestra c’è chi critica
