Giorgio Napolitano torna a difendere il governo Letta. Lo fa al termine della settimana più difficile dell’esecutivo, quella coincisa con il rinvio dell’Iva, il Consiglio Europeo di Bruxelles e le nuove grane giudiziarie piovute su Silvio Berlusconi. Una serie di passaggi che, benché abbiano fatto segnare anche qualche successo da parte del presidente del Consiglio - come la dotazione di 1,5 miliardi di euro per contrastare la disoccupazione giovanile ottenuti da Bruxelles - non hanno placato le critiche ai danni dell’esecutivo, specie dal fronte anti-governista del Pdl. E così il capo dello Stato, a Zagabria per presenziare i festeggiamenti per l’ingresso della Croazia nell’Unione europea, approfitta della presenza di microfoni e taccuini all’uscita dell’albergo che lo ospita per lanciare un chiarissimo messaggio a distanza alle forze politiche italiane. «È assurdo non riconoscere il ruolo svolto dall’Italia nello spostare l’accento sulla crescita e sull’occupazione, in particolar modo quella giovanile» ammonisce commentando gli esiti del recente Consiglio europeo. Questo, aggiunge, «non vuol dire naturalmente aver risolto i problemi, però è stata imboccata una strada che era urgente imboccare, e non vanno sottovalutati i passi fatti, passi anche consistenti». I destinatari del messaggio sono evidenti. Napolitano ce l’ha con il MoVimento 5 Stelle, «colpevole» di aver attaccato il pacchetto lavoro presentato dal governo dal blog di Grillo pubblicando, peraltro, dei dati inesatti. Ma il Presidente sembra rivolgersi in particolar modo al Pdl, che nei giorni scorsi ha più volte messo Letta nel mirino per i toni troppo trionfalistici con i quali il premier ha celebrato i risultati raggiunti nel vertice di Bruxelles. «Solo pannicelli caldi» hanno accusato a più riprese i «falchi» come Daniele Capezzone e Renato Brunetta, che hanno dimostrato, peraltro, di non gradire neanche il semplice rinvio di tre mesi dell’Iva né le coperture ipotizzate dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Ed è proprio all’inquilino di via XX settembre che Napolitano dedica la seconda parte delle sue dichiarazioni. Il capo dello Stato riparte dall’intervista rilasciata sabato da Saccomanni al Corriere della Sera . Una lunga chiacchierata nella quale il ministro dell’Economia aveva annunciato la sua intenzione di lanciare una nuova fase di «spending review», sulla falsariga di quella montiana, ma al tempo stesso aveva sottolineato la necessità di non stravolgere i conti dello Stato. «Ho molto apprezzato quanto detto dal ministro dell’Economia nell’intervista di due giorni fa - commenta Napolitano - perché ha dimostrato in modo puntuale quello che si poteva fare e quello che si può fare, naturalmente senza pensare di avere la bacchetta magica». Anche in questo caso i destinatari del monito sembrano chiari. In particolare il capo dello Stato sembra accennare alle continue critiche fatte al ministro dal capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta, che finanche in un’intervista al Financial Times aveva denunciato la poca chiarezza di Saccomanni circa la situazione del bilancio pubblico. Un’intervista che Napolitano rifiuta di commentare, invece, è quella di Pietro Grasso a Repubblica , nella quale il presidente del Senato ipotizza possibili maggioranze alternative nel caso in cui il Pdl dovesse decidere di far mancare l’appoggio al governo Letta. Il capo dello Stato si guarda bene dall’entrare in polemica, si giustifica sostenendo di non aver avuto modo di leggere l’intervista, ma poi non rinuncia a lanciare l’ennesima stoccata ai «sabotatori» dell’esecutivo: «Anche se avessi letto l’intervista forse non mi pronuncerei comunque» spiega, «perché mi pare che su tutto si faccia polemica, lasciamo che le polemiche facciano il loro corso». Tradotto: basta con critiche e attacchi gratuiti, il governo ha bisogno di lavorare con tutta la tranquillità necessaria. E se questo non dovesse bastare a calmare il «fuoco amico» c’è sempre lo spettro della maggioranza Pd-grillini. Napolitano non lo dice, ma neanche smentisce Grasso. In fondo, quella minaccia latente può tornare utile a puntellare ulteriormente le fragilissime larghe intese.
Il Colle: «Basta attacchi al governo»
Napolitano difende Letta e mette nel mirino i grillini e i "falchi" del Pdl. "Fatti passi importanti in Europa"
