LECCE La strada per la ricostruzione di una destra di ispirazione maggioritaria non sarà in discesa ma dall’incontro promosso a Lecce da Adriana Poli Bortone con il polemico titolo «Il presente è vuoto?» è stata ufficializzata l’adesione anche di Gianni Alemanno «ad un percorso che porti all’organizzazione di un nuovo soggetto politico». L’ex leader della destra sociale, infatti, ha rotto gli indugi dichiarando che stante l’accelerazione del progetto di riorganizzazione del centrodestra indicato da Silvio Berlusconi «bisogna prendere atto che siamo in una fase di transizione ed è necessario definire modelli organizzativi e politici per rispondere in modo vincente a questi cambiamenti». Il passaggio successivo è per Alemanno «riconoscere la presenza di uno spazio per creare un nuovo soggetto politico che, partendo dai valori della destra, sia proiettato verso il futuro e ancorato nel popolarismo europeo». La platea – oltre duecento partecipanti tra ex parlamentari e giovani universitari – ha applaudito i passaggi dell’intervento di Alemanno in particolare quando l’ex sindaco di Roma si è spinto in avanti ipotizzando le linee guida di una aggregazione nascente: «Dobbiamo rimetterci tutti in gioco indicando un meccanismo di selezione delle classe dirigente trasparente. È necessario un manifesto di intenti politici che non ripeta le contraddizioni di An. Non mi interessa tornare a un movimento pre-Fiuggi. Il Ppe resta il punto di riferimento della destra italiana, non nella versione democristiana ma in quella che riconosce il valore della sovranità e dell’identità». Alemanno ha ripreso le critiche al mercatismo ed alla burocrazia europea che erano tra i capisaldi delle tesi di Giano Accame, teorico della destra sociale, indicando nello strapotere della «tecnocrazia» uno dei punti su cui concentrare l’azione politica. Infine una indicazione di "stile": «Spero che si ritorni alla sobrietà nei comportamenti individuali. Basta tacco dodici e basta ostentazione della ricchezza quando si parla ad un popolo che si va impoverendo». La riunione nell’albergo leccese, trasmessa in streaming dalla pagina di Facebook del gruppo «Destra2013» ha visto in cattedra un gruppo di ragazzi mentre gli interventi provenivano dalla platea disposta in cerchio, come a superare le gerarchie dei vecchi partiti. E così si sono confrontati nella due giorni salentina, organizzata insieme alle riviste Il Borghese e La Destra italiana , esponenti una volta dell’area extraparlamentare come Adriano Tilgher con Adolfo Urso, sempre su posizioni modernizzatrici tra An e Pdl, Francesco Storace de La Destra, Roberto Menia di Fli, Guido Crosetto di Fratelli d’Italia, Pasquale Viespoli e Mario Landolfi. Con la prossima scadenza elettorale in arrivo – quella delle Europee – qualcuno ha ricordato come il primo gradino sia il superamento dello sbarramento del 4%: per l’eurodeputato Salvatore Tatarella sarebbe auspicabile «la formazione di una lista unitaria, sostenuta da comitati cittadini guidati da giovani». Guido Crosetto, in rappresentanza del partito di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, è apparso il più timido rispetto a possibili costituenti di destra: «Non ci sciogliamo. Siamo un partito aperto ma non riceviamo "colonnelli". In Fratelli d’Italia conta solo il riconoscimento nelle comunità territoriali. Gli ultimi sondaggi ci danno in crescita: alle Europee supereremo agevolmente il 4%». La frenata di Crosetto, però, non ha scoraggiato Francesco Storace: «C’è voglia di stare insieme. Incontri come questo di Lecce o il prossimo che organizziamo a Orvieto sono utili per discutere il come e quando ripartire, continuando a discutere con Fratelli d’Italia». E Alemanno ha confermato che una eventuale adesione di Fratelli d’Italia «rientrerebbe in un cammino unitario. Allo stato Meloni e La Russa hanno adesso un vantaggio di posizione». Nel dibattito è apparsa forte anche la componente dei rifondatori di Alleanza Nazionale. Per Domenico Nania «le tesi di Fiuggi risolvono il nodo destra/democrazia evitando che si possa riparlare di fantomatiche "cose nere"». Più nel concreto è andato Antonio Bonfiglio: «In Italia c’è un popolo di destra indignato per sedi e risorse economiche della Fondazione An inutilizzate. Prima che nasca un movimento di giovani con il logo "Occupy An", è indispensabile scongelare questo patrimonio per le prossime battaglie politiche, magari riutilizzando il simbolo di An». Colorita la battuta di Storace sul simbolo: «Se si ricostruisce Forza Italia con quel simbolo, e rappresenta il nuovo, perché non dovrebbe essere lo stesso anche per una destra che conservi il simbolo di Alleanza nazionale. Si tratta di un’operazione di igiene politica». La chiusura è stata di Adriana Poli Bortone, anima da sempre della destra pugliese: «Al di là dei simboli riprendiamoci i valori e i percorsi per dare all’Italia e all’Europa una destra moderna: urgono risposte concrete non solo in termine di emergenze, ma soprattutto di progettualità».
Alemanno non ci sta e va a destra
Convegno A Lecce incontro tra i reduci di Alleanza Nazionale L’ex sindaco: «Organizziamo un nuovo soggetto ancorato al Ppe»