Politica

Solo palliativi alla sofferenza

di Francesco PerfettiEnrico Letta, di ritorno dal vertice europeo di Bruxelles, sembra Giulio Cesare dopo il passaggio del Rubicone. "Veni, vidi, vici". Un Giulio Cesare sorridente e soddisfatto...

Enrico Letta, di ritorno dal vertice europeo di Bruxelles, sembra Giulio Cesare dopo il passaggio del Rubicone. "Veni, vidi, vici". Un Giulio Cesare sorridente e soddisfatto che si lancia sul terreno delle metafore calcistiche: "Sul lavoro e sull’occupazione giovanile abbiamo vinto bene, di misura sull’unione bancaria. Sulla banca europea degli investimenti abbiamo pareggiato". Il miliardo e mezzo di euro che triplica i fondi spettanti all’Italia sul versante del lavoro è un risultato, importante quanto si vuole, ma non risolutivo di fronte alla gravità della situazione. Una goccia versata in un oceano. Non giustifica affatto né i toni trionfalistici né le parole rivolte in maniera ultimativa alle imprese, le quali, adesso, secondo il premier, "non hanno più alibi" e "possono finalmente assumere giovani, ovviamente a tempo indeterminato". La verità è altra. Lo stato di sofferenza, quasi preagonico, del sistema produttivo italiano non verrà migliorato da un provvedimento che promette l’erogazione di una manciata di soldi, che arriveranno quando arriveranno. Le imprese sono in difficoltà e una delle cause principali è la fiscalità che le attanaglia in una morsa e toglie loro possibilità non già di espansione ma, addirittura, di sopravvivenza. Fino a quando non si affronterà il problema di una tassazione insostenibile, ogni intervento, per quanto positivo, non sarà che un palliativo. Con, al massimo, un effetto placebo. La questione fiscale interessa imprese e cittadini tutti. Se il Moloch statale continuerà a divorare la liquidità del Paese non ci saranno margini per nessuna ripresa. Dietro l’angolo non c’è che la prospettiva del fallimento e della miseria. Letta, ancora una volta, ha ribadito che "l’aumento dell’Iva c’è già" perché previsto dal precedente governo ed ha ascritto a merito dell’esecutivo da lui guidato il fatto di aver trovato un miliardo di euro non per scongiurarlo, ma per "spostarlo". Non è una dichiarazione tranquillizzante: il miliardo verrà, comunque, dalle tasche degli italiani, non da una riduzione delle spese e dei costi della politica. Con il risultato di fungere da moltiplicatore della imposizione fiscale. È la filosofia del prendi (dalle tasche dei cittadini) e spendi. Una filosofia che tradisce la debolezza intrinseca di un governo non del fare, ma del rinviare.

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